Afghanistan: talebani uccidono 10 poliziotti e prendono il controllo di Ghazni e Wardak

Pubblicato il 7 ottobre 2018 alle 12:22 in Afghanistan Asia

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Almeno 10 poliziotti sono rimasti uccisi negli scontri con i talebani nella provincia afghana centrale di Wardak, mentre continuano i combattimenti del gruppo con le forze dell’ordine per il controllo di un’arteria stradale principale nei dintorni di Ghazni.

Nella giornata di domenica 7 ottobre, un gruppo di talebani ha appiccato fuoco a un edificio governativo nel distretto di Sayeed Abad, nella provincia di Wardak, situata nell’Afghanistan centrale. Nell’attacco, scagliato durante la notte tra sabato e domenica, i talebani hanno ucciso il capo del distretto di polizia locale e altri 9 poliziotti; a riferirlo è stato un ufficiale di polizia. Fonti governative rendono noto che nei medesimi scontri le forze di sicurezza nazionali hanno ucciso 25 miliziani talebani, e che sono stati inviati rinforzi dalle provincie limitrofe per riprendere il controllo del tratto stradale caduto in mano al gruppo nella giornata di sabato, quando i talebani avevano fatto esplodere ordigni sui principali ponti di raccordo della superstrada che collega la capitale Kabul alla grande città meridionale di Kandahar, bloccando il passaggio.

Abdul Rahman Mangal, portavoce dell’ufficio governativo di Wardak, ha reso noto che i talebani, dopo aver ucciso i 10 poliziotti, hanno fatto incursione nelle case dei civili, distruggendo i recenti checkpoint di sicurezza e isolando zone urbane dall’accesso alla corrente elettrica. Mangal ha poi spiegato che le forze governative stanno al momento tentando di contrastare il gruppo e allontanarlo dal centro urbano.

La principale compagnia che rifornisce il Paese di energia elettrica, la Da Afghanistan Breshna Sherkat, ha confermato con un comunicato che la corrente è saltata nelle zone comprese tra Wardak e Ghazni, come anche in alcune parti delle province vicine di Logar e Paktia, e ha concluso che, non appena le zone saranno messe in sicurezza, invierà un’équipe a riparare i guasti e ripristinare il servizio.

Zabihullah Mujahid, il portavoce del gruppo talebano, ha rilasciato una dichiarazione in cui avverte che i suoi hanno preso il controllo del centro di Sayeed Abad, a Wardak, come anche dei principali checkpoint di sicurezza situati nei dintorni, uccidendo numerosi membri delle forze dell’ordine afghane e requisendo munizioni, armi e veicoli governativi.

Gli scontri erano iniziati nella giornata precedente, sabato 6 ottobre, quando un gruppo di talebani aveva ostruito il passaggio sulla strada statale di raccordo tra la capitale afghana e le aree a sud del Paese. Mohammad Arif Noori, il portavoce del governatorato di Ghazni, aveva reso noto che già prima dell’avvenimento erano in corso combattimenti tra i talebani e le milizie governative, e che le forze afghane avevano dispiegato elicotteri per impedire ai talebani di entrare nel centro città. I residenti del distretto Qarabagh, situato 55 km a sud della città di Ghazni, avevano altresì riferito che nella mattina di sabato i militanti avevano organizzato alcuni checkpoint militari in ampie zone residenziali e non facevano passare nessun veicolo.

L’attacco a Ghazni si configura come una manifestazione di forza da parte del gruppo talebano, che mira a minare la già precaria situazione di sicurezza nella regione a due settimane dalle elezioni parlamentari, fissate al 20 ottobre prossimo. Tuttavia, le votazioni sono già state annullate nella provincia di Ghazni, dopo che, nel mese di agosto, i talebani hanno occupato la città per 5 giorni consecutivi, impegnando le forze dell’ordine locali in pesanti scontri. L’esito di tale occupazione è stato la sconfitta dei talebani, tuttavia, secondo le stime ufficiali, la settimana di combattimenti e violenze ha causato la morte di ben 150 membri delle forze armate afghane, di 95 civili e di centinaia di combattenti talebani. In seguito a tale battaglia, il governo del presidente afghano, Ashraf Ghani, riconosciuto e appoggiato dai Paesi occidentali, ha promesso che stanzierà 20 milioni di dollari per la ricostruzione di Ghazni.

Dopo essere stati abbattuti dagli americani, in seguito all’invasione del 2001 e all’intervento della NATO nell’agosto 2003, i talebani sono tornati a essere un gruppo insurrezionale che compie numerose offensive per destabilizzare il Paese e riprendere il controllo del governo. Diciassette anni di invasione e più di 100 miliardi di dollari spesi, tuttavia, non sono ancora riusciti a porre fine all’instabilità del Paese, che continua a subire la furia sia dei militanti afghani, sia dei terroristi affiliati all’ISIS. L’obiettivo dei talebani è quello di riprendere il controllo della capitale Kabul per imporre in tutto il Paese una rigida interpretazione della legge islamica.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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