Stati Uniti: “dichiarare fine della guerra di Corea metterebbe in discussione presenza USA in Corea del Sud”

Pubblicato il 6 ottobre 2018 alle 10:42 in Corea del Sud USA e Canada

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In occasione della cerimonia di rimpatrio dei resti dei soldati statunitensi in Corea del Nord, il tenente generale e vice capo dello United Nations Command, Wayne Eyre, ha spiegato che dichiarare ufficialmente la fine della guerra di Corea del 1950-1953 potrebbe portare alla messa in discussione della presenza delle truppe statunitensi in Corea del Sud.

In seguito a un summit della durata di 3 giorni avvenuto il 20 settembre, il presidente nordcoreano, Kim Jong-un, e la sua contro parte sudcoreana, Moon Jae-in, avevano entrambi dichiarato ai giornalisti di sperare che lo status della guerra di Corea venisse risolto entro la fine dell’anno. Moon aveva spiegato che tale mossa incoraggerebbe Pyongyang a fare alcuni passi avanti verso l’obiettivo della denuclearizzazione. Tuttavia, Washington aveva risposto che la Corea del Nord deve innanzitutto abbandonare del tutto il suo programma nucleare.

Da tempo, Pyongyang vuole porre formalmente fine alla Guerra di Corea, sostituendo così l’armistizio che aveva fermato la battaglia ma aveva lasciato la Corea del Nord e lo United Nations Command, che fu creato nel 1950 per supportare la Corea del Sud durante la guerra, ancora, tecnicamente, in guerra.

Venerdì 5 ottobre, Eyre ha affermato che i tentativi di Pyongyang di arrivare a tale dichiarazione potrebbero essere un piano per dividere l’alleanza tra Seoul e Washington e assicurare il ritiro delle 28.500 truppe statunitensi sul territorio meridionale della penisola. “Bisogna chiedersi perché la Corea del Nord stia esercitando così tanta pressione per la dichiarazione di fine della guerra. Gli ottimisti diranno che Kim ne ha bisogno per approcciarsi al suo popolo diversamente; i pessimisti diranno che è un altro modo per dividere due Paesi alleati” ha spiegato il tenente. Eyre ha altresì spiegato che, nonostante non ci siano basi legali per mettere in discussione la presenza e l’esistenza dello United Nations Command, alcune persone potrebbero cominciare a fare domande in tal senso.

Nonostante la guerra di Corea sia durata dal 1950 fino all’armistizio del 1953, durante gli ultimi 2 anni del conflitto si era verificata una situazione di stallo. Durante i primi mesi di battaglie, la Corea del Nord invase i territori sudcoreani conquistando quasi tutta la penisola, ma un contrattacco delle truppe delle Nazioni Unite aveva portato le forze a guida statunitense fino al confine della Corea del Nord con la Cina. Infine, un’invasione cinese aveva spinto le truppe dell’ONU indietro, fino all’area intorno al 38° parallelo, dove sarebbe rimasta poi la linea del fronte. Durante la guerra morirono circa 2,5 milioni di civili. Con l’elezione del presidente statunitense Dwight Eisenhower, nel 1952, e la morte del leader sovietico Joseph Stalin, i negoziati per porre fine alla guerra ripresero e le forze nordcoreane, cinesi e dello United Nations Command firmarono l’armistizio, il 27 luglio 1953. L’accordo stabilì la fine della battaglia e instituì una zona demilitarizzata, luogo dove si sono svolti, nel 2018, una serie di incontri tra i due presidenti di Pyongyang e di Seoul.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Chiara Romano

di Redazione

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