Iraq: esplose 2 bombe in ex roccaforti dell’ISIS

Pubblicato il 6 ottobre 2018 alle 16:38 in Iraq Medio Oriente

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Due bombe sono esplose in due ex roccaforti dell’ISIS nell’Iraq centrale, sabato 6 ottobre, uccidendo 1 persona e ferendone circa 16, secondo quanto riportato dalle autorità locali.

La prima detonazione si è verificata nella raffineria di Siniya, nei pressi della più grande centrale petrolifera di Baiji, nel governatorato a maggioranza sunnita di Salah al-Din. Un congegno esplosivo è detonato colpendo l’autobus sul quale stavano viaggiando i lavoratori della raffineria stessa. Il bilancio è di 1 morto e 14 feriti.

La seconda esplosione è avvenuta nella provincia di Anbar, dove 3 civili e un poliziotto sono stati feriti da un’autobomba posizionata nei pressi del mercato di Falluja. Le forze di sicurezza locali hanno dichiarato che si tratta del primo attacco dal 2016, quando il governo iracheno ha ripreso il controllo della città dai militanti.

Nessun gruppo ha rivendicato la responsabilità degli attacchi, ma Reuters ha ricordato che i militanti dell’ISIS sono attivi in entrambe le province. L’Iraq aveva dichiarato la vittoria sul gruppo terroristico il 9 dicembre 2017, ma il gruppo continua a condurre attentati, sempre meno sporadici, e a gestire cellule dormienti nel Paese, in particolare nel nord, attorno alla seconda città irachena di Mosul. Negli ultimi mesi si sono verificate numerose azioni terroristiche in Iraq, che hanno interessato le forze di sicurezza e le aree prevalentemente dominate dagli sciiti. Secondo fonti militari e di intelligence locali, in Iraq sarebbero rimasti complessivamente più di 1.000 combattenti dell’ISIS, 500 dei quali attivi nelle aree desertiche, mentre il resto sarebbe stanziato sulle montagne.

Alla luce di ciò, le autorità di Baghdad hanno intrapreso una campagna contro le cellule dormienti dell’organizzazione. Il 4 luglio, le forze irachene hanno lanciato un’operazione per liberare la regione ad est dell’autostrada di Diyala-Kirkuk dai militanti dello Stato Islamico. Denominata “Vengeance for the Martyrs” o “vendetta per i martiri”, l’operazione coinvolge forze speciali, polizia e combattenti peshmerga curdi per scovare le cellule dell’ISIS ancora presenti nel Paese. Le truppe irachene per ora hanno distrutto 8 focolai del gruppo terroristico, oltre ad aver fatto esplodere 29 cariche esplosive a Diyala. L’ondata di violenze tra gruppi armati e forze governative ha provocato oltre 5 milioni di sfollati all’interno dell’Iraq, lasciando inoltre più oltre 11 milioni di persone bisognose di assistenza umanitaria, secondo l’Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Chiara Romano

di Redazione

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