Spagna, ultimatum di Torra a Sánchez: referendum o sfiducia

Pubblicato il 5 ottobre 2018 alle 6:00 in Europa Spagna

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Il presidente della Generalitat catalana, Quim Torra, ha lanciato un ultimatum al premier spagnolo Pedro Sánchez, o si convoca un referendum concordato tra lo stato e la comunità autonoma indipendentista entro novembre o le forze nazionaliste catalane voteranno contro il governo socialista in parlamento, costringendo di fatto Sánchez a rinviare l’approvazione della legge di bilancio e probabilmente a convocare elezioni anticipate.

Torra ha lanciato la sua sfida in occasione del discorso di politica generale davanti al Parlamento di Barcellona, in cui si è dovuto difendere dalle accuse dell’opposizione di aver istigato le violenze che, nella notte del 1 ottobre, hanno avuto come obiettivo proprio il Parlamento regionale catalano. 

L’ultimatum del presidente catalano è stato immediatamente rispedito al mittente dal leader del Partito Socialista Catalano Miquel Iceta. Iceta ha dichiarato che Torra “non ha alcun motivo di aspettare novembre, che non ci sarà alcun referendum glielo possiamo dire subito”.

La posizione di Torra, oltre all’opposizione dei socialisti e delle altre forze unioniste, si scontra anche con la freddezza di Sinistra Repubblicana di Catalogna (ERC), che, assieme al Partito Democratico Catalano (PDECAT), la formazione di centro-destra di Torra e Puigdemont, forma il governo indipendentista regionale. Sergi Sabrià, di ERC, intervenendo dopo il discorso di Torra, lo ha invitato a non cercare “scorciatoie” e ad evitare “sceneggiate” che minano il consenso e la possibilità di accordi ad ampio spettro.

ERC lamenta innanzitutto di non essere stata consultata dal presidente riguardo all’ultimatum lanciato a Sánchez, e sottolinea come Torra si sia “impossessato” dei voti di Sinistra Repubblicana al parlamento di Madrid. Sebbene i voti della sola formazione di Torra siano sufficienti a far venir meno la maggioranza parlamentare che sostiene l’esecutivo di Madrid, il presidente catalano ha ritenuto di parlare a nome di entrambi i partiti. 

Torra avrebbe irritato anche l’estrema sinistra indipendentista, la Candidatura di Unità Popolare (CUP), che ha reiterato che non appoggerà ulteriormente l’esecutivo di Barcellona. “La verità è che è uno dei peggiori momenti da quanto ha assunto l’incarico – confida al quotidiano barcellonese El Periódico de Catalunya una fonte del PDECAT, che lamenta la mancanza di coordinazione tra il presidente, la giunta regionale e i partiti – non sappiamo che fare, è un disastro”.

 

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Traduzione dallo spagnolo e dal catalano e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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