Nicaragua: opposizioni unite contro Ortega

Pubblicato il 5 ottobre 2018 alle 18:24 in America Latina America centrale e Caraibi

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Oltre 40 organizzazioni e partiti d’opposizione nicaraguensi hanno presentato giovedì 4 ottobre a Managua un accordo di unità delle forze anti-sandiniste per definire una strategia di uscita dalla spirale di violenze in cui è precipitato il paese ormai dallo scorso 18 aprile e che ha causato oltre 320 morti a causa della violenta repressione del governo di Daniel Ortega.

La nuova coalizione annuncia che eserciterà pressioni affinché il presidente Ortega torni a sedersi al tavolo dei negoziati nel quadro del Dialogo Nazionale promosso dalla Conferenza Episcopale Nicaraguense e fallito negli scorsi mesi per il rifiuto di Ortega di anticipare le elezioni e per la rigidità dell’opposizione nel pretendere che il leader sandinista non prenda parte al voto.

La coalizione d’opposizione, chiamata Unidad Nacional Azul y Blanco (Unità Nazionale Azzurro e Bianco), dai colori della bandiera del paese centroamericano, prevede anche di iniziare “una nuova tappa di organizzazione e mobilizzazione per approfondire la lotta che porti alla fine pacifica della dittatura”. Le opposizioni, infatti, considerano il governo che Daniel Ortega guida assieme alla moglie e vicepresidente Rosario Murillo, una dittatura dinastica.

Chi manifesta contro il governo nicaraguense, secondo le norme approvate la scorsa settimana dal parlamento di Managua, è passibile di condanne per delitti di terrorismo. Sono oltre 200 le persone, secondo i dati ufficiali, in attesa di processo per tali reati.

La creazione di una coalizione anti-sandinista, e in seno alla stessa di un comitato deputato a organizzare le manifestazioni, lascia supporre l’avvio di una nuova fase nella lotta politica nicaraguense. Le manifestazioni contro Ortega, finora, erano “autoconvocate” e i principali protagonisti sono stati studenti, imprenditori e pensionati, al margine di qualsiasi partito politico. Le forze politiche, d’altronde, mancavano di forza e credibilità, se si considera che Ortega, rieletto con il 39% dei voti nel 2006 dopo un primo mandato tra il 1979 e il 1990, è cresciuto fino al 62% nel 2011 e al 75% alle ultime elezioni di novembre 2016. 

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Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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