Mattarella firma decreto sicurezza e immigrazione

Pubblicato il 5 ottobre 2018 alle 9:16 in Europa Italia

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Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha firmato il decreto sicurezza e immigrazione, in data 4 ottobre, inviando contestualmente una lettera al premier Giuseppe Conte. E’ quanto riferisce una nota del Quirinale, che riporta anche il testo della lettera, in cui si legge che Mattarella sottolinea la fermezza degli obblighi costituzionali e internazionali dell’Italia, nel rispetto dell’Articolo 10 della Costituzione.

Tale articolo prevede che “l’ordinamento giuridico italiano si conformi alle norme del diritto internazionale generalmente riconosciute, e sancisce che la condizione giuridica dello straniero è regolata dalla legge in conformità delle norme e dei trattati internazionali. Inoltre, lo straniero, al quale sia impedito nel suo Paese l’effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d’asilo nel territorio della Repubblica, secondo le condizioni stabilite dalla legge e non è altresì ammessa l’estradizione dello straniero per reati politici”.

Nel frattempo, il ministro dell’Interno, in diretta sulla propria pagina Facebook, ha dichiarato che “non mollerà di un millimetro su espulsioni, cittadinanza e permessi umanitari”. Il decreto sicurezza e immigrazione, proposto dal capo del Viminale, è stato adottato il 24 settembre dal Consiglio dei ministri, con l’obiettivo di irrigidire le regole d’asilo e far aumentare la sicurezza dell’Italia. Nello specifico, il decreto è volto a contrastare più efficacemente l’immigrazione illegale, garantendo l’esecuzione dei provvedimenti di espulsione, e mira a rafforzare i dispositivi relativi alla sicurezza pubblica.

Salvini è stato oggetto di una polemica frontale rivolta dal Commissario europeo per gli affari economici e monetari, il francese Pierre Moscovici, il quale, nel corso di un’intervista al quotidiano francese Le Monde, ha dichiarato che l’esistenza dell’Europa è minacciata a causa delle forze di estrema destra come Matteo Salvini, Marine Le Pen e Viktor Orban. A suo avviso, con particolare riferimento all’Italia, Salvini e Di Maio “sono figli delle disuguaglianze e delle divergenze”, che tuttavia non giustifica i loro eccessi. La scorsa settimana, il vice-premier Luigi Di Maio, ha annunciato la “Manovra del Popolo”, focalizzata sul reddito di cittadinanza, la pensione di cittadinanza e l’abolizione della riforma Fornero. Oltre a ciò, il ministro dell’Economia, Giovanni Tria, fisserà nel Documento di Economia e finanza (Def) il rapporto tra deficit/pil al 2.4%, un valore superiore rispetto a quello atteso dalla Commissione Europea.  La polemica di Moscovici è continuata, definendo il governo di Roma “xenofobo ed euroscettico” e intenzionato a sottrarsi ai suoi obblighi europei.

Per tutta risposta all’attacco di Moscovici, il premier italiano, Giuseppe Conte, ha affermato che le istituzioni europee dovrebbero essere più populiste, “cercando di cogliere meglio le istanze delle genti”. Da parte sua, Salvini ha ribattuto che ricevere lezioni da un socialista francese, quale Moscovici “fa rifere”. “Evidentemente l’Europa schifa quei burocrati che hanno impoverito un intero continente e ha fiducia in noi”, ha continuato il ministro.

La mattina del 4 ottobre, Mattarella ha incontrato il presidente della Banca centrale europea, Mario Draghi, con cui ha affrontato la questione della Manovra. Nell’occasione, Draghi ha esposto i rischi a cui sta andando incontro l’Italia, sostenendo che, a suo avviso, il governo non sta tenendo contro del contesto in cui avverrà tale cambiamento.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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