Juncker sulla manovra: “Spero che Salvini non debba raccogliere un cumulo di macerie”

Pubblicato il 5 ottobre 2018 alle 16:25 in Europa Italia

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“Spero che Matteo Salvini non finisca mai nella situazione di dover raccogliere un mucchio di macerie”. Lo ha affermato il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, con riferimento ad una futura eventuale crisi dell’euro successiva alla Manovra del Popolo. Le parole di Juncker sono giunte in seguito ai commenti di Salvini, il quale aveva affermato che “persone come Juncker e Moscovici hanno rovinato l’Europa e l’Italia”.

Nei giorni passati, Salvini è stato oggetto di una polemica frontale rivolta dal Commissario europeo per gli affari economici e monetari, il francese Pierre Moscovici, il quale, nel corso di un’intervista al quotidiano francese Le Monde, ha dichiarato che l’esistenza dell’Europa è minacciata a causa delle forze di estrema destra come Matteo Salvini, Marine Le Pen e Viktor Orban. A suo avviso, con particolare riferimento all’Italia, Salvini e Di Maio “sono figli delle disuguaglianze e delle divergenze”, che tuttavia non giustificano i loro eccessi.

Tali commenti sono giunti a seguito dell’annuncio, da parte del governo italiano la scorsa settimana, della “Manovra del Popolo”, la quale vorrebbe l’istituzione del reddito di cittadinanza, della pensione di cittadinanza e l’abolizione della riforma Fornero. Oltre a ciò, il ministro dell’Economia, Giovanni Tria, ha dichiarato che avrebbe fissato nel Documento di Economia e finanza (Def) il rapporto tra deficit/pil al 2.4%, un valore superiore rispetto a quello atteso dalla Commissione Europea. Nel 2017, il precedente governo si era impegnato a ridurre il proprio deficit fiscale allo 0,8% del Pil entro l’anno successivo, con l’intenzione di trasformarlo gradualmente in un surplus nei due anni a seguire. Sebbene pochi pensassero che questo obiettivo fosse credibile, il deficit del 2,4% annunciato dal governo il 27 settembre è molto al di sopra della cifra che l’UE o i mercati potrebbero ragionevolmente accettare. Piuttosto che contribuire a ridurre il debito pubblico italiano, che è il più alto della zona euro in percentuale del prodotto interno lordo dopo la Grecia, il progetto di bilancio richiede spese potenzialmente insostenibili.

La mattina del 4 ottobre, il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha incontrato il presidente della Banca centrale europea, Mario Draghi, con cui ha affrontato la questione della Manovra. Draghi ha esposto i rischi a cui sta andando incontro l’Italia, sostenendo che, a suo avviso, il governo non sta tenendo contro del contesto in cui avverrà tale cambiamento, andando incontro a grandi rischi.

Nel frattempo, il governo ha inviato al Parlamento una nota di aggiornamento al Def, confermando le stime del Pil del triennio all’1,5% per il 2019, l’1,6& per il 2020 e l’1,4% per il 2021. La spesa per i 2018 è fissata a 3,6 punti di Pil contro i 3,5 del Def, mentre sono stati confermati 9 miliardi per il reddito e pensioni di cittadinanza. Non è previsto che l’Iva salga nel 2019, ma tornerà a crescere nel 2020. Il ministro Tria si è detto soddisfatto, affermando che, con l’ok alla manovra passerà l’incertezza dei mercati e andrà giù lo spread. Nel frattempo, tuttavia, Piazza Affari risale con lo spread btp-bund a 285 punti base, mentre gli investitori si mostrano dubbiosi in merito agli obiettivi di crescita sottostanti alla manovra del governo.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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