Guterres chiede estensione della missione dell’Onu nel Sahara Occidentale

Pubblicato il 5 ottobre 2018 alle 7:28 in Marocco Sahara Occidentale

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Con l’avvicinarsi del prossimo incontro del Consiglio di sicurezza dell’Onu sul Sahara Occidentale, previsto per il mese di ottobre, il segretario generale, Antonio Guterres, ha chiesto l’estensione del mandato della missione delle Nazioni Unite in tale territorio (MINURSO) di un anno.

Guterres ha presentato una nota al Consiglio, chiedendo che la missione venga estesa fino al 31 ottobre 2019, così da fornire il tempo e lo spazio necessario per la creare le giuste condizioni che consentiranno al processo politico di andare avanti. L’ultima riunione del Consiglio di sicurezza sul Sahara Occidentale in merito al mandato della MINURSO si era svolta lo scorso 27 aprile. La richiesta di Guterres ha seguito l’invito degli inviati di Marocco, Mauritania, Algeria e Fronte Polisario. Da parte sua, il segretario generale dell’Onu ha invitato le parti coinvolte e i Paesi vicini a sedersi al tavolo delle trattative con speranza e senza pregiudizi.

Secondo quanto riferito dal quotidiano marocchino Morocco World News, la richiesta di Guterres potrebbe esercitare pressione sull’Algeria affinché si unisca ai colloqui che si terranno a Ginevra il prossimo dicembre per stabilire la cornice delle negoziazioni. Finora, le autorità di Algeri si sono sempre rifiutate di addossarsi le colpe del conflitto, sostenendo che la questione deva essere risolta tra il Marocco e il Fronte Polisario. Secondo alcuni analisti, se l’Algeria non si presenterà, è probabile che Rabat non invierà uno dei propri rappresentanti.

La disputa territoriale del Sahara Occidentale ha radici che risalgono al 1975-76, anni in cui le autorità marocchine, in seguito al ritiro del dominio spagnolo, presero il controllo di due terzi di tale territorio, che si trova sulla costa nord-occidentale dell’Africa, al confine con il Marocco, la Mauritania e l’Algeria. Negli stessi anni, il Fronte Polisario dichiarò la Sahara Arab Democratic Republic (SADR), instaurando un governo in esilio in Algeria, dove fuggirono migliaia di rifugiati. Successivamente, nel 1984, dopo l’ammissione del Sahara Occidentale come membro separato della Organization for African Unity (OAU), divenuta poi l’Unione Africana (AU) nel 2001, il Marocco la abbandonò. Ancora oggi, le autorità di Rabat sostengono che l’area del Sahara Occidentale, la quale ospita vaste riserve di fosfato, sia parte del regno. Il Fronte Polisario, invece, continua a battersi per l’indipendenza e vorrebbe indire un referendum per l’autodeterminazione del proprio territorio, dove vivono circa mezzo milione di individui. Forti tensioni sono scoppiate nell’agosto 2016, quando il Marocco invase la zona indipendente del Sahara Occidentale, violando il cessate il fuoco imposto dalle Nazioni Unite. Attualmente, tale territorio è diviso in diverse zone, alcune autonome altre occupate dalle truppe marocchine. Il primo febbraio 2017, dopo 33 anni di assenza, il Marocco è rientrato a fare parte dell’Unione Africana.

La MINURSO è stata istituita dalla Risoluzione 690 del 29 aprile 1991 del Consiglio di sicurezza, in conformità con le proposte di transazione accettate il 30 agosto 1988 dal Marocco e dal Fronte Polisario. Il piano di insediamento, approvato dal Consiglio di sicurezza, prevedeva un periodo transitorio per la preparazione di un referendum con cui il popolo del Sahara occidentale avrebbe scelto tra indipendenza e integrazione con il Marocco.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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