Uzbekistan e India uniti per la stabilità dell’Afghanistan

Pubblicato il 3 ottobre 2018 alle 6:01 in India Uzbekistan

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L’India e l’Uzbekistan vogliono collaborare per stabilizzare l’Afghanistan.

Il presidente dell’Uzbekistan, Shavkat Mirziyoyev, in visita ufficiale in India, ha incontrato il premier indiano, Narendra Modi, con cui ha concordato di voler aumentare la cooperazione per pacificare la regione dell’Asia centrale. “Sia l’Uzbekistan sia l’India aspirano ad un ambiente esterno sicuro e prosperoso”, ha dichiarato Modi durante i colloqui, aggiungendo che le autorità di Nuova Delhi apprezza qualsiasi sforzo verso la pace e la stabilità regionale. Modi ha altresì annunciato che l’India fornirà una linea di credito del valore di 200 milioni di dollari per finanziare abitazioni a basso costo e altri progetti infrastrutturali in Uzbekistan.

Da parte sua, Mirziyoyev ha riferito che il proprio governo si unirà all’International North-South Transport Corridor, una rete multimodale di navi, ferrovie e strade lunga 7.200 km, per lo spostamento di merci tra India, Iran, Afghanistan, Armenia, Azerbaijan, Russia, Asia centrale ed Europa.

La dichiarazione congiunta emessa dai due leader sottolinea la gratitudine dell’India per l’aiuto dell’Uzbekistan ad aderire all’Accordo di Ashgabat, un patto multimodale entrato in vogore nell’aprile 2016 tra India, Iran, Kazakistan, Oman, Pakistan, Turkmenistan e Uzbekistan per la creazione di un corridoio internazionale di transito che faciliti il trasporto di merci tra l’Asia centrale e il Golfo Persico.  Entrambe le parti si sono altresì impegnate ad avviare i negoziati per l’accordo commerciale preferenziale India-Uzbekistan entro la fine del 2018. Infine, la dichiarazione informa che India e Uzbekistan sostengono gli sforzi del governo e del popolo afghano per un genuino processo di pace e di riconciliazione.

Data la vicinanza geografica, le autorità di Tashkent hanno interesse nella stabilizzazione dell’Afghanistan, soprattutto per incrementare la sicurezza della regione. L’Uzbekistan, situato nell’Asia centrale a nord dell’Afghanistan, ha una popolazione di circa 32 milioni di abitanti. Da lungo tempo, le sue autorità lottano contro i gruppi terroristici locali, come l’Islamic Movement of Uzbekistan (IMU), il quale fu fondato nel 1988 con il fine di stabilire uno Stato islamico nella regione e di rovesciare il regime dell’allora leader Islam Karimov. Dopo essersi affiliato ad al-Qaeda, nel settembre 2014, l’Islamic Movement of Uzbekistan ha giurato fedeltà all’ISIS. Dall’ascesa di tale gruppo terroristico, l’estate dello stesso anno, le cinque ex repubbliche sovietiche, quali Uzbekistan, Kazakistan, Turkmenistan, Tajikistan e Kirghizistan, sono divenute un’area particolarmente propizia per le cellule dell’ISIS. Secondo le stime del Souphan Group, circa 5.000 foreign foighters provenienti dall’Asia centrale sono partiti per la Siria e l’Iraq, di cui 1.500 originari dell’Uzbekistan. 

Da parte sua, l’India è uno dei principali Paesi donatori che hanno contribuito alla ricostruzione dell’Afghanistan dopo la caduta del regime Talebano nel 2001. A partire dal 2002, il governo indiano ha stanziato 2 miliardi di dollari per favorire la ricostruzione socio-economica dello stato e della società afghane, in linea con le priorità di sviluppo del governo e del popolo dell’Afghanistan.

Dopo essere stati abbattuti dagli americani, in seguito all’invasione del 2001 e all’intervento della NATO nell’agosto 2003, i talebani sono tornati a essere un gruppo insurrezionale che compie numerose offensive per destabilizzare il Paese e riprendere il controllo del governo. Diciassette anni di invasione e più di 100 miliardi di dollari spesi, tuttavia, non sono ancora riusciti a porre fine all’instabilità del Paese, che continua a subire la furia sia dei militanti afghani, sia dei terroristi affiliati all’ISIS. L’obiettivo dei talebani è quello di riprendere il controllo della capitale Kabul per imporre in tutto il Paese una rigida interpretazione della legge islamica.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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