USA avvertono Mosca: “Pronti a colpire missili russi che violano trattato INF”

Pubblicato il 3 ottobre 2018 alle 10:51 in Russia USA e Canada

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La Russia deve smettere di sviluppare segretamente nuovi missili idonei al trasporto di testate nucleari e, pertanto, vietati dal trattato Intermediate-Range Nuclear Forces (INF), o gli Stati Uniti cercheranno di distruggerli prima che diventino operativi. Lo ha dichiarato l’ambasciatrice degli Stati Uniti presso la NATO, Kay Bailey Hutchison, martedì 2 ottobre, nel corso di una conferenza stampa alla vigilia della riunione ministeriale difesa dell’Alleanza che si terrà a Bruxelles il 3 e il 4 ottobre.

Le parole della Hutchison, che hanno suscitato diverse critiche, si basano sul fatto che Washington ritiene che Mosca stia sviluppando un sistema di lancio di missili da terra che le consentirebbe di effettuare un attacco nucleare in Europa con breve preavviso. Tale sistema sarebbe vietato dall’Intermediate-Range Nuclear Forces (INF), il trattato sulle capacità nucleari a raggio intermedio, siglato dalle due potenze nel 1987, in piena guerra fredda, che vieta i missili nucleari a medio raggio, capaci di colpire l’Europa o l’Alaska. Washington sospetta da tempo la violazione del trattato da parte di Mosca. Un rapporto del Dipartimento di Stato americano ha rilevato che la Russia ha violato il suo obbligo di “non possedere, produrre o testare il volo” di missili da crociera lanciati da terra con una capacità compresa tra i 500 e i 5.500 chilometri o di “non possedere o produrre sistemi di lancio di tali missili”.

L’ambasciatrice Hutchison ha spiegato che gli Stati Uniti sono impegnati da anni in una trattativa diplomatica con la Russia, alla quale hanno mostrato le prove della sua violazione del trattato per individuare una soluzione politica della questione. Adesso, ha aggiunto l’ambasciatrice americana, Washington potrebbe prendere in considerazione un attacco militare laddove lo sviluppo del sistema a medio raggio proseguirà. La Hutchison ha poi ammonito i Russi, avvertendoli che, se non cesseranno la loro attività, Washington potrebbe ricorrere a “contromisure”, inclusa “l’eliminazione dei missili che sono in fase di sviluppo dalla Russia in violazione del trattato”. “A quel punto, cercheremo di eliminare i missili che potrebbero colpire uno qualsiasi dei nostri Paesi”, ha dichiarato l’ambasciatrice statunitense.

Tali commenti hanno suscitato reazioni forti, dal momento che hanno indotto alcuni a ipotizzare che la Hutchison stesse indirettamente suggerendo che gli Stati Uniti stanno valutando un attacco preventivo contro i siti missilistici russi. L’ambasciatrice statunitense, tuttavia, ha negato tale interpretazione in un tweet, nel quale ha precisato che la posizione degli Stati Uniti è la seguente: poiché “la situazione attuale, con la Russia che viola palesemente l’INF, è insostenibile”, Mosca “deve tornare a conformarsi al trattato” o gli Stati Uniti dovranno “compensare le sue capacità per difendere gli interessi americani e della NATO”.

Precisazioni in merito alle controverse dichiarazioni della Hutchison sono giunte anche dal Dipartimento di Stato americano, la cui portavoce, Heather Nauert, da Washington, ha spiegato che le parole dell’ambasciatrice statunitense vanno interpretate nel senso che gli Stati Uniti sono impegnati nel miglioramento della “difesa generale” e della loro capacità di “deterrenza”. “Gli Stati Uniti sono impegnati a rispettare i propri obblighi in materia di controllo delle armi e si aspettano che la Russia faccia altrettanto”, ha dichiarato la Nauert in conferenza stampa, aggiungendo che Washington sta discutendo la questione anche con i suoi alleati.

Da Mosca, che, da parte sua, ha sempre negato l’accusa secondo cui starebbe sviluppando i missili in questione, il ministero degli Esteri russo ha affermato che le dichiarazioni americane sono pericolose e che la Russia replicherà dettagliatamente attraverso i suoi esperti militari. “Sembra che le persone che fanno dichiarazioni del genere non realizzino il livello delle loro responsabilità e il pericola di una retorica aggressiva”, ha dichiarato all’agenzia di stampa russa TASS la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, riportata da Reuters.

Tale scambio di battute complica ulteriormente i rapporti tra i due Paesi, già tesi a causa di diverse questioni, tra cui l’occupazione della Crimea, che la Russia si è annessa nel 2014, l’intervento di Mosca nel conflitto siriano e l’ingerenza russa nelle elezioni presidenziali americane del 2016.

Il Segretario americano alla Difesa, James Mattis, ha informato che la questione dei missili sarà oggetto di discussione del vertice della NATO che si svolgerà a Bruxelles il 3 e il 4 ottobre. La questione, peraltro, suscita preoccupazione anche in seno all’Alleanza. Il Segretario Generale della NATO, Jens Stoltenberg, ha dichiarato che l’Alleanza è “preoccupata del mancato rispetto da parte della Russia dei suoi obblighi internazionali, incluso l’INF”. “Dopo anni di smentite, la Russia ha recentemente riconosciuto l’esistenza di un nuovo sistema missilistico, denominato 9M729. La Russia non ha fornito risposte credibili su questo nuovo missile. Tutti gli alleati concordano che la valutazione più plausibile è che la Russia sta violando l’INF”, ha concluso Stoltenberg che, il 3 e il 4 ottobre, parteciperà alla riunione ministeriale difesa della NATO a Bruxelles, dove si discuterà come portare avanti le decisioni assunte a conclusione del vertice dell’11 e 12 luglio dell’Alleanza.

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Roberta Costanzo

di Redazione

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