Svolta politica in Iraq: Saleh presidente e Mahdi primo ministro

Pubblicato il 3 ottobre 2018 alle 17:20 in Iraq Medio Oriente

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Il candidato moderato curdo Barham Saleh è stato eletto presidente dell’Iraq, la sera di martedì 2 ottobre, a seguito di un dibattito che ha visto confrontarsi differenti posizioni all’interno della minoranza irachena. 

Saleh ha battuto il suo principale rivale, Fuad Hussein, con 219 voti a 22, infliggendo un duro colpo al principale sostenitore di Hussein, l’ex presidente della regione curda, Massud Barzani, l’architetto del referendum per l’indipendenza del 2017. Saleh ha immediatamente nominato Adel Abdul Mahdi primo ministro designato, ponendo fine a mesi di stallo politico in Iraq, a seguito delle elezioni nazionali di maggio. Mahdi diventa, quindi, il primo nella sua posizione che nell’Iraq post-Saddam non sia un sostenitore del partito sciita islamista, Dawa. Il nuovo primo ministro è stato nominato da due blocchi rivali. Da una parte, il blocco guidato dal religioso sciita, Moqtada al-Sad, e dal primo ministro uscente Haider al-Abadi. Dall’altra, invece, il gruppo capeggiato da Hadi al-Amiri, leader delle forze militari sostenute dall’Iran, e dall’ex premier Nuri al-Maliki. Mahdi ha ora 30 giorni per formare un governo e presentarlo al Parlamento per l’approvazione.

Tale svolta nella politica irachena arriva poco dopo le elezioni del parlamento regionale nella regione autonoma curda, segnata dalla crisi economica e ancora in stato di shock a seguito del fallimento del referendum del settembre 2017. In tale occasione la regione curda aveva scelto l’autonomia, scatenando una risposta punitiva da parte di Baghdad. Il ruolo, in gran parte cerimoniale, del presidente è stato riservato ai curdi dopo le prime elezioni multipartitiche in Iraq nel 2005, due anni dopo l’invasione guidata dagli Stati Uniti che ha rovesciato il dittatore Saddam Hussein. Con un tacito accordo tra il Partito Democratico del Kurdistan (KPD) e l’Unione patriottica del Kurdistan (PUK), il PUK avrebbe ricoperto la presidenza federale e il KDP la carica di presidente del Kurdistan iracheno. Tuttavia, la presidenza curda irachena è stata lasciata vacante da quando il leader del KDP, Massud Barzani, ha rassegnato le dimissioni alla fine del suo mandato dopo il referendum del settembre 2017 di cui è stato il primo promotore. 

Il voto per l’elezione del presidente iracheno era prevista per lunedì 1 ottobre, prima di essere rinviato a causa della mancanza di quorum. In un primo turno di votazioni martedì 2 ottobre, né Saleh né Hussein avevano raggiunto i 2/3 dei voti necessari per essere nominato presidente a titolo definitivo, costringendo l’aula ad un secondo turno di votazioni. Saleh, un moderato di 58 anni, ha servito sia come vice primo ministro iracheno che come primo ministro curdo. Tale carica era parte di un’autorità provvisoria stabilita dagli Stati Uniti in seguito all’invasione del 2003, risultata nella destituzione del dittatore Saddam Hussein. In seguito divenne vice primo ministro sotto Nuri al-Maliki, poi tornò nella capitale regionale curda, Erbil, nel 2009, per diventare capo del governo del Kurdistan. Il suo rivale per la carica di presidente, Hussein, 72 anni, è stato ex capo di gabinetto di Barzani e veterano dell’opposizione a Saddam. 

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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