Moavero: Italia ospiterà conferenza sulla Libia a Palermo il 12 e 13 novembre

Pubblicato il 3 ottobre 2018 alle 9:26 in Italia Libia

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

L’Italia ospiterà una conferenza internazionale sulla Libia in Sicilia, il 12 e 13 novembre, per cercare di portare al tavolo dei colloqui i diversi attori libici e trovare una soluzione di lungo termine che stabilizzi il Paese nordafricano.

È quanto ha annunciato il ministro degli esteri, Enzo Moavero Milanesi, nella giornata di martedì 2 ottobre. “Vogliamo trovare una soluzione comune anche se ci saranno opinioni diverse”, ha spiegato Moavero, aggiungendo che l’obiettivo è quello di riportare pace e stabilità in Libia, ormai in preda al caos dall’inizio del 2011. A tal fine, è necessario facilitare il processo politico in vista di future elezioni, ha specificato il ministro.

L’Italia e la Francia, oltre a essere in competizione per estendere la propria influenza sulla Libia, non concordano su una linea comune da adottare per stabilizzare il Paese. In primo luogo, mentre Roma appoggia il governo di Tripoli, sostenuto dall’Onu e guidato dal premier Fayez Serraj, Parigi è più vicina al governo di Tobruk e appoggia il suo uomo forte, il generale Khalifa Haftar. In secondo luogo, la Francia insiste sull’organizzazione di elezioni in Libia il prossimo 10 dicembre, come concordato alla Conferenza di Parigi tra diverse parti libiche il 29 novembre scorso. L’Italia e l’Onu, al contrario, ritengono che il Paese nordafricano non sia ancora pronto ad affrontare le votazioni.

In merito alle future elezioni, Moavero ha affermato che la conferenza di Palermo non si focalizzerà su una data precisa, evitando di imporre una scadenza al popolo libico. Il presidente americano, Donald Trump, ha accolto positivamente la notizia dell’incontro in Sicilia tra gli attori libici, riferendo che, la prossima settimana, si recherà a Mosca per incontrare il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, con cui affronterà la questione libica.

A Palermo, oltre che agli esponenti delle parti libiche, sono attese delegazioni dai Paesi del Golfo, dalla Turchia e dall’Unione Europea. Tuttavia, al momento, non è ancora chiaro se Haftar sarà presente alla conferenza. In un’intervista recente, il generale libico ha dichiarato di supportare il piano francese per l’organizzazione delle elezioni il prossimo 10 dicembre. All’inizio di settembre, Moavero e Haftar si sono incontrati a Bengasi, dove hanno “intrattenuto un colloquio cordiale, in un clima di rinnovata fiducia”, secondo quanto riferito dal comunicato ufficiale della Farnesina. Tale incontro è avvenuto a un giorno di distanza da una polemica frontale rivolta all’Italia da parte del generale libico, il quale aveva definito gli italiani “nemici”. “Non siamo soli in questo mondo. Si, possiamo sederci e concordare su cosa è più favorevole per la Libia, ma adesso abbiamo raggiunto uno stato di adorazione quando sentiamo libici che parlano per conto dell’Italia che, invece, è un nemico”, aveva scritto il generale libico su Twitter.

Nel frattempo, in seguito alla fine degli scontri tra milizie rivali a Tripoli, scoppiati alla fine di agosto e terminati il 26 settembre, con un bilancio pari a 115 vittime e oltre 500 feriti, dal 30 settembre, la città di Derna, nell’Est del Paese, è teatro di violenti scontri tra la Derna Protection Force, conosciuta anche come il Derna Mujahideen Council, e l’Esercito Nazionale Libico (LNA), guidato da Haftar.

Da quando il regime dittatoriale di Muammar Gheddafi è stato rovesciato, nell’ottobre 2011, il Paese nordafricano non è mai riuscito a compiere una transazione democratica. Il potere politico è attualmente diviso in due governi: il primo a Tripoli, appoggiato dall’Onu e dall’Italia; il secondo a Tobruk, sostenuto da Russia, Egitto, Emirati Arabi Uniti e Francia. I trafficanti di esseri umani, così come i gruppi armati e le organizzazioni terroristiche, stanno traendo vantaggio da questa situazione di instabilità politica ed economica, con il risultato che i migranti sono vittima di abusi continui e che l’instabilità continua a persistere.

Leggi Sicurezza Internazionale, il primo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Sofia Cecinini

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.