Marocco: cresce l’immigrazione irregolare, autorità sotto pressione

Pubblicato il 3 ottobre 2018 alle 8:49 in Immigrazione Marocco

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il governo del Marocco deve elaborare una rapida soluzione per contrastare la crescente immigrazione irregolare, in quanto un numero sempre maggiore di marocchini, sia adulti sia minori, sta raggiungendo il Nord del Paese per cercare di andare in Europa.

Ultimamente, le autorità di Rabat stanno indagando su diversi casi in cui i trafficanti di esseri umani sono stati sorpresi mentre utilizzavano imbarcazioni particolarmente veloci per portare i migranti in territorio europeo attraverso il Mediterraneo. Il 25 settembre, la Marina marocchina ha aperto il fuoco contro una barca carica di stranieri diretta verso la Spagna, uccidendo una donna e ferendo altre 3 persone, al largo delle città M’diq e Fnideq. La polizia ha arrestato il guidatore, che è risultato essere un cittadino spagnolo. L’episodio ha provocato diverse critiche nei confronti del governo, da parte di coloro che sostengono che Rabat non avrebbe dovuto autorizzare la Marina ad aprire il fuoco contro un’imbarcazione carica di migranti. Altri, invece, hanno cominciato a esercitare pressione sulle autorità, mettendo in dubbio la loro capacità di fermare l’immigrazione irregolare. Per tutta risposta, il premier marocchino, Saad Eddine El Othmani, ha dichiarato che i cittadini dovrebbero indirizzare la loro rabbia verso i traffici migratori, e non scagliarsi contro il governo.

Il quotidiano marocchino Morocco World News riferisce che gli scafisti stanno adottando una nuova strategia contro le autorità del Marocco. Il successo delle misure di sicurezza attuate recentemente nel Paese nordafricano, spiega il quotidiano, stanno spingendo i traffici di esseri umani a trovare nuovi metodi per portare i migranti in Europa, mettendo a dura prova le forze di sicurezza locali, che ogni giorno devono intercettare e fermare migliaia di reti illegali. Il premier marocchino ha riferito che la polizia, finora, ha smantellato 2.000 network di trafficanti, riuscendo a intercettare e soccorrere 20.000 migranti in mare, prima che raggiungessero l’Europa.

Negli ultimi 10 anni, i servizi di sicurezza marocchini hanno intrapreso un’intensa campagna preventiva che ha portato allo smantellamento di decine di cellule attive e dormienti legate a reti terroristiche, in particolare allo Stato Islamico. Dall’inizio di luglio 2018, il Central Bureau of Judicial Investigation ha smantellato 2 diverse cellule terroristiche, per un totale di 11 sospetti pro-ISIS arrestati in diverse città del Marocco. In seguito all’attentato che si è verificato in Tunisia l’8 luglio scorso contro la polizia di Gar Dimaou, in cui sono morti 9 agenti tunisini, il Ministero dell’Interno del Marocco ha dato istruzioni per aumentare i livelli di sicurezza in tutto il Paese, facendo ricorso soprattutto allo scambio di informazioni e dati con i partner europei. La strategia mira a rafforzare la sicurezza interna e a contrastare ogni attacco che possa compromettere la stabilità del Marocco.

Le nuove misure, tuttavia, non mirano soltanto a contrastare il terrorismo, ma anche le reti criminali e illegali presenti nel Paese, tra cui i traffici migratori. Il 20 luglio, l’Ufficio Centrale per le Indagini giudiziarie del Marocco (BCIJ) ha smantellato una gang criminale che produceva documenti di viaggio e di residenza falsi per facilitare l’immigrazione illegale. Il gruppo, che operava in numerose città marocchine, è stato individuato dalla squadra anti-crimine del BCIJ, il quale ha spiegato che, grazie ad indagini preliminari, due degli arrestati sono stati fermati presso l’aeroporto internazionale di Casablanca mentre tentavano di imbarcarsi su voli diretti in Europa in possesso di documenti falsi. L’operazione ha portato all’arresto di 14 persone, tra cui una donna e un cittadino algerino. Secondo quanto riferito dal BCIJ, sono stati confiscati francobolli di ambasciate straniere e marocchini, passaporti stranieri e locali, documenti di residenza falsi in Marocco e in altri Paesi, e anche macchine per la produzione di soldi contraffatti insieme a soldi, automobili e cellulari. La missione è stata organizzata ed avviata grazie alle informazioni fornite dalla Direzione Generale per la Sorveglianza territoriale (DGST). Le indagini sono ancora in corso per individuare ed arrestare il resto dei membri della banda criminale. Nel 2017, l’Ufficio Centrale per le Indagini giudiziarie ha smantellato diverse gang simili. In particolare, nel dicembre 2017, 9 membri di un’organizzazione criminale sono stati arrestati con l’accusa di aver effettuato rapimenti con riscatto.

Consulta l’archivio sull’immigrazione di Sicurezza Internazionale, dove troverai centinaia di articoli in ordine cronologico.

Sofia Cecinini

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.