Immigrazione: 34 morti in mare al largo della Spagna

Pubblicato il 3 ottobre 2018 alle 15:43 in Immigrazione Spagna

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Trentaquattro persone sono morte in mare mentre tentavano di attraversare il braccio di mare che separa il Marocco dalla Spagna. I 60 migranti a bordo di una “carretta del mare” avevano lanciato l’allarme, raccolto dalla ONG Caminando Fronteras, che opera a largo delle coste spagnole.

Salvamiento Maritimo, la guardia costiera spagnola ha contattato le autorità marocchine offrendosi di andare a recuperare l’imbarcazione in difficoltà, ancora in acque territoriali di Rabat, ma il Marocco non ha mai risposto alle sollecitazioni e l’imbarcazione è stata soccorsa solo 24 ore dopo il lanciato allarme. Dei 34 morti, solo 11 cadaveri sono stati recuperati e portati a Nador, nel nord del Marocco alla frontiera con l’enclave spagnola di Melilla. 

La ONG Caminando Fronteras denuncia da anni i “problemi di coordinamento” tra autorità spagnole e marocchine in termini di salvataggio. Secondo quanto indicano, non è la prima volta che la Spagna avverte il Marocco di barche in pericolo, ma queste non vengono soccorse e talvolta finisce in tragedia. “I mezzi di salvataggio del Marocco non sono pronti, sono navi militari con poca esperienza di salvataggio” – denuncia l’ultimo rapporto dell’organizzazione.

Senza contare quest’ultimo naufragio, almeno 364 persone sono morte nel tentativo di attraversare le acque che separano il Marocco e la Spagna, secondo l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM). Le ONG e le agenzie specializzate dell’ONU quali la UNHCR hanno ripetutamente chiesto l’apertura di vie di accesso legale e sicuro per evitare che i migranti siano spinti a rischiare la vita in mare. 

Nello stesso giorno del naufragio, la guardia costiera spagnola ha soccorso sette imbarcazioni di fortuna, ponendo in salvo 434 persone, condotte al porto di Almeria, in Andalusia. Con gli ultimi salvataggi sono quasi 3.500 gli immigrati giunti in Spagna via mare nelle ultime due settimane, oltre 36.000 dall’inizio dell’anno. Di questi la maggioranza (35.218) è sbarcato sulle coste della penisola o delle Baleari, circa 650 persone sono sbarcate alle Canarie e 800 a Ceuta e Melilla. Via terra, e cioè nelle enclavi nordafricane di Ceuta e Melilla, sono entrate in Spagna quasi 5000 persone. Un totale di oltre 41.000 immigrati nei primi nove mesi del 2018, rispetto ai 17.000 dello stesso periodo dello scorso anno.

La regione che fa maggiormente fronte all’arrivo di immigrati è l’Andalusia, a poche miglia nautiche dalle coste marocchine, con le provincie costiere di Cadice e Malaga come principali destinazioni degli sbarchi. 

Sicurezza internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale

Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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