Giustiziata dall’ISIS: ancora terrore in Siria

Pubblicato il 3 ottobre 2018 alle 13:45 in Medio Oriente Siria

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Lo Stato Islamico ha ucciso una donna che faceva parte di un gruppo di ostaggi drusi, sequestrati durante un attacco nella provincia orientale di Suweida, in Siria. 

La ragazza, Tharwat Abu Ammar di 25 anni, era tra le oltre 30 persone rapite in uno delle offensive più letali lanciate dal gruppo jihadista in Siria, dall’inizio della guerra civile, che dura ormai da sette anni. Il 25 luglio, lo Stato Islamico ha rapito 20 donne e 16 bambini drusi il 25 luglio nella provincia di Sweida, secondo l’Osservatorio siriano per i diritti umani. Durante la serie di attacchi coordinati a nord e ad est della provincia, sono anche state uccise più di 250 persone. Secondo Rami Abdel Rahman, il capo dell’Osservatorio, 4 delle donne rapite erano riuscite a fuggire, mentre 2 sono morte. Altri 17 uomini risultavano ancora dispersi ma non risultò chiaro se fossero stati rapiti anche loro.

Una fonte, riportata dal quotidiano The New Arab, ha dichiarato che “i parenti di Tharwat Abu Ammar sono stati informati che è stata giustiziata” dall’ISIS. I jihadisti hanno anche inviato ad un negoziatore una foto della ragazza, coperta di sangue, secondo quanto ha riferito la fonte. Come gli altri ostaggi, Abu Ammar era originaria di un piccolo villaggio, Al-Shabaki, nella campagna orientale della provincia. La famiglia della ragazza è stata, a sua volta, sterminata dal gruppo jihadista in occasione dell’attacco al villaggio. L’ISIS ha rivendicato l’attacco a Suweida tramite l’app di messaggistica, Telegram, ma non ha menzionato in tale occasione i prigionieri e non ha pubblicato loro immagini o video su nessun canale social.

Ad agosto, il gruppo ha giustiziato un altro ostaggio druso, uno studente di 19 anni, anche esso tra i prigionieri dell’assalto a Suweida. A seguito di tale evento, le forze del regime siriano hanno bombardato, domenica 5 agosto, un’area desertica sotto il controllo del gruppo dello Stato Islamico, nei pressi della provincia di Sweida.  “I bombardamenti e gli scontri tra le forze del regime e l’ISIS si sono intensificati durante la serata e stanno continuando”, aveva dichiarato Rami Abdel Rahmane. “Il regime sta avanzando verso nord e nord-est di Sweida”, ha continuato, riferendosi al territorio adiacente alla zona desertica della provincia meridionale della Siria. Questa operazione militare è “l’inizio di un’offensiva per rimuovere lo Stato Islamico da questa zona desertica” ha affermato Rami, aggiungendo che “un massiccio rinforzo militare delle truppe di regime si sta preparando” nell’area. In seguito, L’ISIS ha avuto colloqui con il regime siriano e la sua alleata Russia per uno scambio di ostaggi. 

L’ISIS è apparso nel nord e nell’est della Siria nel 2013, dopo la conquista di vaste porzioni del territorio iracheno. Il gruppo aveva dichiarato un califfato transfrontaliero in Siria e in Iraq il 29 giugno 2014, prendendo il controllo di gran parte della Siria e 1/3 del territorio iracheno. Tuttavia, in seguito alla battaglia di Raqqa, avvenuta il 17 ottobre 2017, ha perso terreno, mantenendo solamente il controllo di piccole aree isolate e desertiche, tra cui alcune parti nord-orientali di Sweida, diverse zone nella provincia di Daraa, e aree vicine ad Abu Kamal, attualmente circondata ad ovest da forze governative e ad est da forze curde. Una serie di gruppi di ribelli, invece, si trovano ad Idlib, ultimo grande baluardo dell’opposizione in Siria contro il presidente Bashar al-Assad. 

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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