Romania: presto il referendum per rendere incostituzionali i matrimoni gay

Pubblicato il 2 ottobre 2018 alle 17:15 in Europa Romania

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Il prossimo fine settimana, tra il 6 ed il 7 ottobre, in Romania avrà luogo un referendum per cambiare l’articolo 48 della costituzione, quello che contiene la definizione di “famiglia”, al fine di proibire costituzionalmente i matrimoni tra persone dello stesso sesso, che attualmente non sono consentiti nel Paese.

L’articolo 48 della costituzione rumena, al primo comma, afferma che la famiglia “si fonda sul matrimonio libero e consensuale degli sposi, sulla loro piena uguaglianza, nonché sul diritto e sul dovere dei genitori di assicurare educazione ed istruzione ai loro figli”. Come riporta l’Independent il referendum è finalizzato ad eliminare il termine “sposi” e sostituirlo con un riferimento specifico all’unione tra un uomo e una donna, cambiamento che gli attivisti hanno definito discriminatorio e “fuori dalla realtà”.

L’iter per arrivare al referendum è stato avviato per iniziativa popolare: nel 2015, tre milioni e mezzo di cittadini hanno firmato una petizione per richiedere questo cambio costituzionale. Ad aver dato il via e ad aver sostenuto tale progetto è stata la Coalizione per la Famiglia, un’associazione di circa 30 organizzazioni non governative rumene che ha l’obiettivo di promuovere i valori della famiglia tradizionale, anche coinvolta nel movimento contro l’aborto. L’iniziativa era stata accolta dalla Camera dei Deputati il 9 maggio 2017, con 232 voti a favore, 22 contrari e 13 astenuti. La data era stata fissata per l’autunno di quell’anno, per poi essere stata oggetto di successivi rinvii, fin quando lo scorso 11 settembre il Senato ha votato in sostegno dell’iniziativa, che è stata appoggiata anche dalla Corte Costituzionale del Paese, che il 17 settembre ha autorizzato il referendum con 7 voti favorevoli e 2 contrari. Prima del verdetto della Corte, Amnesty International aveva avvertito che un tale cambiamento “potrebbe comportare l’impossibilità di proteggere le unioni omosessuali in futuro”.

Come hanno sottolineato gli attivisti, questa modifica della costituzione non solo consoliderebbe le diseguaglianze, ma eliminerebbe ogni speranza di un futuro cambiamento, dal momento che, ad oggi, i matrimoni e le unioni civili tra le persone dello stesso sesso non sono ammessi in Romania. Come spiega Reuters, secondo la Coalizione per la Famiglia, l’attuale formulazione, che contiene il termine “sposi”, neutro rispetto al genere, “potrebbe far sì che le coppie gay ottengano il diritto di sposarsi, in futuro”. La situazione paradossale è stata perfettamente colta da Alex Andronic, venticinquenne, scrittore e proprietario di un bar che, in un post su Facebook diventato virale, ha affermato: “Prendete i diritti di cui non sto godendo se vi tranquillizza, se vi avvicina a Dio, alla tradizione e alla famiglia”, sottolineando appunto che, ad oggi, le coppie dello stesso sesso non godono né del diritto di potersi sposare né di quello di vedersi riconosciuto un matrimonio celebrato all’estero, e che il cambio della costituzione non farebbe altro che sottrarre a queste coppie un diritto di cui non godono, oltre alla speranza di vederselo riconosciuto in futuro.

Il referendum, per avere effetto, deve raggiungere il quorum del 30%. Dozzine di gruppi in difesa dei diritti umani, stanno cercando di boicottare la consultazione, avvertendo che una tale mossa potrebbe incoraggiare ulteriori tentativi di indebolire i diritti delle minoranze, come spiega Reuters.

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Cristina Lipari

di Redazione

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