Palestinesi dentro e fuori Israele uniti in uno sciopero generale

Pubblicato il 2 ottobre 2018 alle 12:29 in Israele Palestina

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

I palestinesi israeliani, della Cisgiordania e di Gaza hanno lanciato uno sciopero generale, lunedì 1 ottobre, per protestare contro la controversa legge ebraica dello stato nazione in Israele e per commemorare la morte di 13 persone, uccise in scontri con la polizia, nell’ottobre del 2000.

A Gerusalemme East, in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza, sono state chiuse scuole, università, uffici governativi e molte attività private. Anche il trasporto pubblico ha subito un arresto a causa dello sciopero. Una serie di manifestazioni sono state pianificate a Ramallah, in Cisgiordania, e nella comunità palestinese di Jatt, nel nord di Israele. La situazione presso la città vecchia di Gerusalemme, situata nel settore est della città, ad alta concentrazione palestinese, risulta tranquilla, secondo quanto riporta il quotidiano The New Arab. “Lo sciopero è un messaggio per il mondo, per sottolineare che l’apartheid e il razzismo sono questioni che non dovrebbero essere affrontate solo internamente, la questione dovrebbe essere discussa a livello globale”, ha dichiarato Mohammed Barakeh, ex parlamentare palestinese israeliano presso il parlamento israeliano, il Knesset.

Il 1 ° ottobre, i cittadini palestinesi di Israele e i palestinesi nei territori occupati commemorano, inoltre, la morte dei 13 palestinesi che sono stati uccisi in una serie di scontri con la polizia, nel 2000. Tali proteste erano a sostegno del movimento di rivolte interno noto come la “seconda intifada” palestinese. L’alto funzionario palestinese, Hanan Ashrawi, ha affermato che lo sciopero generale rappresenta una protesta anche contro la legge ebraica dello stato-nazione di Israele e in solidarietà nei confronti del villaggio di Khan al-Ahmar, in Cisgiordania. Israele progetta di demolire il villaggio beduino, che secondo le autorità israeliane sarebbe stato costruito illegalmente. La comunità internazionale è intervenuta a favore del villaggio, senza suscitare particolari risposte da parte di Israele. 

La legge sullo stato nazionale è stata approvata il 19 luglio e fa parte delle leggi fondamentali di Israele, il corpo costituzionale israeliano. La legge non fa menzione di uguaglianza o democrazia nel Paese, sottintendendo che la natura ebraica di Israele ha la precedenza sull’uguaglianza dei cittadini israeliani, che sono ebrei, cristiani e musulmani. I politici nazionalisti, di stampo religioso, hanno a lungo sostenuto questa legge, nonostante le numerose critiche interne e internazionali. La legge, inoltre, rende anche l’ebraico l’unica lingua ufficiale, declassando l’arabo ad uno “status speciale”. I palestinesi, la cui lingua è l’arabo, rappresentano circa il 17,5 percento dei quasi 9 milioni di abitanti di Israele. 

La nuova legge israeliana è stata condannata anche dai 6 membri del Consiglio di cooperazione del Golfo, ossia Bahrein, Kuwait, Oman Qatar, Emirati Arabi Uniti e Arabia Saudita. Il governo saudita ha definito il documento “una perpetua discriminazione razziale” contro i palestinesi. Una fonte del Ministero degli Esteri saudita aveva spiegato, il 20 luglio, che il Regno “respinge e disapprova” la nuova legislazione, che a suo dire contraddice la legge internazionale. Decine di migliaia di cittadini palestinesi di Israele e i loro sostenitori hanno cantato contro “l’apartheid” e per “uguaglianza”, durante una manifestazione contro la legge dello stato nazione, tenutasi il mese scorso nel centro di Tel Aviv. Un precedente raduno di protesta contro la demolizione del villaggio della comunità drusa israeliana e dei suoi sostenitori ha attirato circa 50.000 persone. 

Leggi Sicurezza Internazionale, il primo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.