Arrestato sindaco di Riace: nuova polemica tra Salvini e Saviano

Pubblicato il 2 ottobre 2018 alle 13:14 in Immigrazione Italia

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Il sindaco di Riace, Domenico Lucano, è stato arrestato dalla Guardia di finanza con l’accusa di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina ed illeciti nell’affidamento diretto del servizio di raccolta rifiuti. L’ordinanza di custodia cautelare è stata emessa dal GIP del Tribunale di Locri, che ha disposto gli arresti domiciliari nei confronti di Lucano, in un’operazione soprannominata “Xenia”.

Secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa Rai News, la misura cautelare è il risultato di una serie di indagini approfondite, coordinate e dirette dalla Procura di Locri, in merito alla gestione dei finanziamenti erogati dal Ministero dell’interno e dalla Prefettura di Reggio Calabria al comune di Riace, per la gestione dell’accoglienza dei rifugiati e dei migranti.Le indagini hanno fatto luce su “la particolare spregiudicatezza di Lucano nell’organizzare matrimoni di convenienza tra cittadini locali e donne straniere, per favorire la loro permanenza in Italia. Secondo un’intercettazione effettuata dalla Guardia di finanza, Lucano avrebbe dichiarato di “andare contro la legge per disattendere leggi balorde”, con riferimento al caso di una migrante a cui era stato rifiutato per tre volte il permesso di soggiorno. “Io la carta di identità gliela faccio, sono un fuorilegge. Non mi mandano neanche i vigili, mi assumo io la responsabilità”, ha continuato il sindaco di Riace. Il procuratore di Locri, Luigi D’Alessio, ha spiegato che Lucano ha dimostrato una “spigliatezza disarmante” nell’infrangere la legge, nonostante il proprio ruolo istituzionale. Oltre lui, la custodia cautelare riguarda anche la compagna Tesfahum Lemlem, accusata degli stessi reati.

Lucano è noto in Italia per l’impegno a favore dei migranti. Sindaco di Riace, comune calabrese di 1.726 abitanti, in provincia di Reggio Calabria, dal 2004, Lucano ha accolto più di 6.000 migranti originari di 20 diversi Paesi, integrandoli nella vita e nella cultura cittadina, e inserendoli altresì nel mondo del lavoro, grazie all’adozione dell’accoglienza diffusa.

L’accaduto è stato commentato dal ministro dell’Interno, Matteo Salvini, che la mattina di martedì 2 ottobre ha scritto su Facebook: “Accidenti, chissà cosa diranno adesso Saviano e tutti i buonisti che vorrebbero riempire l’Italia di immigrati”. Il 23 agosto, durante una visita a Riace, lo scrittore e giornalista Roberto Saviano aveva definito l’atteggiamento di Salvini “eversivo”, con riferimento al rifiuto del ministro dell’Interno di accogliere i 151 migranti a bordo della Nave Diciotti, tratti in salvo nella notte tra il 15 e il 16 agosto in acque maltesi. In quei giorni, Saviano aveva fatto presente sulla propria pagina Facebook che “la legge prevede che un soggetto possa rimanere nella disponibilità della polizia giudiziaria, come la Guardia Costiera, per un termine massimo di 48 ore. Trascorso questo tempo, senza la convalida di un giudice, siamo al cospetto di un sequestro di persona”. Da parte sua, Salvini avevea commentato su Twitter scrivendo: “Finisce l’estate e tornano le fesserie di Saviano. Vi era mancato? A me no”. La notte tra il 25 e il 26 agosto, infine, i migranti a bordo della Diciotti sono sbarcati a Catania. Saviano aveva commentato la notizia ringraziando su Facebook “gli uomini di buona volontà che hanno reso possibile la fine di queste prolungate e insensate sofferenze”.

In merito all’arresto di Lucano, Saviano ha pubblicato un post su Facebook in cui afferma che nelle azioni del sindaco di Riace non c’è stata finalità di lucro, ma “disobbedienza civile”. “Disobbedienza civile: questa è l’unica arma che abbiamo per difendere non solo i diritti degli immigranti, ma i diritti di tutti”, continua Saviano, rivolgendo poi una polemica frontale contro Salvini, che definisce “il ministro della Mala Vita”.

Consulta l’archivio sull’immigrazione di Sicurezza Internazionale, dove troverai centinaia di articoli in ordine cronologico.

Sofia Cecinini

di Redazione

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