Tria alla riunione dell’Eurogruppo a Lussemburgo

Pubblicato il 1 ottobre 2018 alle 15:21 in Europa Italia

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Il ministro dell’Economia, Giovanni Tria, parteciperà alla riunione dell’Eurogruppo a Lussemburgo, lunedì 1 ottobre. Si tratterà del primo confronto tra il ministro italiano ed i partner europei in seguito all’annuncio della Manovra del Popolo e di voler fissate il rapporto deficit/pil al 2,4%, invece che all’1,6% come avrebbe voluto la Commissione europea.

Nonostante la nota di aggiornamento al Documento di Economia e Finanza (Def) non sarà presentata ufficialmente all’Eurogruppo, è previsti che l’argomento venga comunque affrontato a margine dei colloqui. Tale nota, varata dal Consiglio dei Ministri il 27 settembre, riassume il programma per la manovra di bilancio. Su Facebook, il premier Giuseppe Conte ha scritto che i nuovi provvedimenti hanno gettato le basi per una manovra seria e coraggiosa, “che guarda alla crescita nella stabilità dei conti pubblici”, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa Ansa. A suo avviso, i cambiamenti offriranno una risposta alla libertà dilagante, ai pensionati, alle famiglie e ai risparmiatori danneggiati dalle crisi bancarie. “Una manovra che inizia ad abbassare le tasse e che scommette sul più grande piano di investimenti della storia repubblicana”, ha affermato Conte. Da parte sua, il ministro dell’interno e vice premier, Matteo Salvini, ha spiegato che “i soldi ci sono” e che “basta farli girare”. Secondo il capo del Viminale, se la gente lavora, investe e spende, lo Stato incassa di più e il debito diminuisce.

Durante l’incontro a Lussemburgo, Tria dovrà iniziare a spiegare i numeri del Def, illustrando altresì le misure che il governo mira di attuare nella Legge di Bilancio, che siano in grado di sostenerli. Per il momento, l’annuncio di voler fissare il rapporto deficit/pil al 2.4%, spiega Rai News, è stata vista dall’UE come un tentativo di sottrarsi alle regole dell’Eurozona. Alla luce di ciò, l’altro vice premier, Luigi di Maio, ha previsto di non volere uno scontro con la Commissione, ma di voler avviare un dialogo al riguardo. Da parte loro, i commissari europei Pierre Moscovici e Vladis Dombrovskis, hanno già richiamato l’Italia al rispetto delle regole, affermando che la legge di bilancio italiana dovrà essere “ben al di sotto del 2% nel rapporto deficit/pil”, se l’intenzione di Roma è quella di rispettare l’impegno di ridurre il deficit strutturale.

Tuttavia, sottolinea l’agenzia stampa, il dibattito sul rapporto pil/deficit rischia di far passare in secondo piano il deficit strutturale, che è il vero indicatore a cui farà riferimento la Commissione europea al momento della valutazione della manovra italiana. Non a caso, Bruxelles ha chiesto uno sforzo proprio sul saldo strutturale, cercando di apportare una correzione di almeno lo 0,3%.

Nel frattempo, non tardano ad arrivare le critiche internazionali. Secondo il Financial Times, i politici italiani “stanno giocando ad un gioco pericoloso”, poiché l’obiettivo di un deficit del genere nel 2019 metterà il governo anti-establishment M5S-Lega in rotta di collisione con l’Unione Europea. Ad avviso del presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, è necessario spiegare se lo sforamento del rapporto deficit/pil comporta una crescita e una maggiore occupazione per il Paese che, in tale caso, renderebbe la manovra sostenibile per ridurre il debito e aumentare sia la crescita sia l’occupazione.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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