Il gioco pericoloso dell’Italia: l’avvertimento del Financial Times

Pubblicato il 1 ottobre 2018 alle 10:24 in Europa Italia

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I leader politici italiani stanno giocando ad un gioco pericoloso. A dirlo è il principale quotidiano economico-finanziario inglese Financial Times, in un editoriale pubblicato domenica 30 settembre.

La scorsa settimana, il vice-premier Luigi di Maio, ha annunciato la “Manovra del Popolo”, focalizzata sul reddito di cittadinanza, la pensione di cittadinanza e l’abolizione della riforma Fornero. Oltre a ciò, il ministro dell’Economia, Giovanni Tria, fisserà nel Documento di Economia e finanza (Def) il rapporto tra deficit/pil al 2.4%, un valore superiore rispetto a quello atteso dalla Commissione Europea. Per questa ragione, ha riferito il quotidiano inglese subito dopo l’annuncio della Manovra, “l’obiettivo di un deficit del genere nel 2019 metterà il governo anti-establishment M5S-Lega in rotta di collisione con l’Unione Europea”. Ad avviso del Financial Times, nonostante il trionfalismo del governo in merito ai cambiamenti previsti, la Manovra del Popolo non rappresenta affatto una vittoria. Al contrario, la colazione governativa si sta avviando verso un sentiero molto pericoloso.

I rischi sono reali, e derivano sia dall’atteggiamento e dal comportamento di Roma sia dagli obiettivi economici reali, continua l’editoriale. L’anno passato, il precedente governo si era impegnato a ridurre il proprio deficit fiscale allo 0,8% del PIL entro l’anno successivo, con l’intenzione di trasformarlo gradualmente in un surplus nei due anni a seguire. Sebbene pochi pensassero che questo obiettivo fosse credibile, il deficit del 2,4% annunciato dal governo il 27 settembre è molto al di sopra della cifra con cui l’UE o i mercati potrebbero ragionevolmente accettare. Tale rapporto, inoltre, sarebbe sostenuto, e non diminuito, nei due anni successivi. Piuttosto che contribuire a ridurre il debito pubblico italiano, che è il più alto della zona euro in percentuale del prodotto interno lordo dopo la Grecia, il progetto di bilancio richiede spese potenzialmente insostenibili. È possibile che quando tale piano arriverà a Bruxelles per essere approvato, gli obiettivi potrebbero essere mutati nuovamente. Triplicare il rapporto di disavanzo formalmente concordato costituisce un colpo basso per i partner europei. Per il Financial Times si tratta più di una questione politica che di punti percentuali.  

Dall’altra parte, spiega il quotidiano, è difficile prevedere le mosse dell’UE. Accettare un simile bilancio condonerebbe un “comportamento truculento ed obiettivi economicamente fuorviati”. Secondo il The Washington Post, l’approccio europeo dipenderà dall’attitudine degli altri leader, soprattutto della Germania. È possibile che Bruxelles costringerà l’Italia ad adottare cambiamenti oppure, nel peggiore dei casi, potrebbe minacciare l’imposizione di sanzioni finanziare.  

Nonostante questo tipo di sfide abbia contribuito a portare al governo la coalizione M5S-Lega, i loro piani rimangono sbagliati, afferma il quotidiano inglese. Delle spese aggiuntive che alimentano il deficit del 2,4%, circa 10 miliardi di euro sono stati stanziati per finanziare la principale promessa elettorale del Movimento 5 Stelle, quale il reddito di cittadinanza, che rappresenterebbe, senza dubbio, un favore per molti italiani che hanno problemi economici, ma non costituirebbe una soluzione economica di lungo termine. Se non sarà accompagnato da misure appropriate che supportano la crescita e gli investimenti, tale provvedimento porterà soltanto ad ulteriori problemi.  

I rischi più immediati sono emersi dai mercati. Oltre a essere diminuito l’indice del mercato azionario milanese, le banche, che detengono grandi volumi di debito pubblico e sono alle prese con problemi settoriali, hanno subito un duro contraccolpo. Nell’eventualità dello scoppio di una crisi bancaria, la Banca Centrale Europea potrebbe trovarsi con le mani legate se l’Italia non rispetterà le regole. La possibilità di uno scontro con le autorità europee, inoltre, agiterà ulteriormente i mercati.  

I partiti della coalizione sembrano determinati a non piegarsi alle pressioni esterne ma, al contempo, vorrebbero influenzare le elezioni parlamentari europee del prossimo anno. Il Financial Time conclude affermando che uno scontro tra Italia e UE potrebbe andare a svantaggio di entrambe le parti. Mentre Bruxelles ne è consapevole, è tempo che anche i leader politici di Roma lo realizzino.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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