Tripoli: missione Onu in Libia garantisca anche sicurezza

Pubblicato il 30 settembre 2018 alle 13:50 in Africa Libia

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il ministro degli Esteri del governo libico di Tripoli, riconosciuto dalle Nazioni Unite e internazionalmente, ha lanciato un appello alla missione politica dell’Onu presente nel Paese affinché estenda i suoi poteri e garantisca anche la sicurezza e la stabilità nella regione.

Nella giornata di venerdì 28 settembre, il ministro degli Affari esteri della Libia, Mohamed Siala, in occasione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite a New York, ha affermato: “Chiediamo la conversione dell’UNSMIL, che è una missione speciale politica, in una missione di sostegno alla sicurezza e alla stabilità della Libia”. Siala non ha argomentato ulteriormente la richiesta, senza specificare se avesse in mente un tipo di missione Onu più simile al modello di peacekeeping. Il ministro libico ha inoltre encomiato gli sforzi della United Nations Support Mission for Libya (UNSMIL), i quali hanno reso possibile la decisione del cessate-il-fuoco. In tal proposito, egli ha affermato: “Chiediamo alle parti in causa di rispettarlo. Gli organismi legali, nazionali e internazionali, perseguiranno penalmente gli autori di questi tragici attacchi”.

Il nuovo accordo di cessate il fuoco, raggiunto martedì 25 settembre con la partecipazione delle Forze di Protezione, la coalizione di 9 milizie che ha difeso il governo di Tripoli dagli attacchi della Settima Brigata, è il secondo concordato dall’inizio del mese. Il 4 settembre, sotto la guida dell’Onu, le milizie rivali avevano deciso di interrompere i combattimenti per porre fine alle violenze. Tuttavia, poco più di 10 giorni dopo il cessate il fuoco è stato violato con la ripresa degli scontri.

L’appello del ministro degli Esteri tripolino giunge qualche giorno dopo che la direzione della Sicurezza di Tripoli ha annunciato che gli scontri nella capitale sono ufficialmente terminati, il 25 settembre, a un mese di distanza dall’inizio delle violenze tra le milizie rivali, che hanno causato la morte di 115 persone, ed il ferimento di altre 560.

La Missione dell’Onu in Libia (UNSMIL), guidata da Ghassan Salame, è stata avviata nel 2011 per aiutare il Paese nell’insediamento delle nuove autorità riconosciute dalle Nazioni Unite e a livello internazionale. Tuttavia, da quando l’intervento della NATO, guidato da Stati Uniti e Francia, ha abbattuto Gheddafi, nell’ottobre 2011, la Libia non ha mai compiuto una transizione democratica. Ancora oggi, il potere politico è diviso in due governi. Il primo, creato dall’ONU con gli accordi di Skhirat del 17 dicembre 2015, ha sede a Tripoli ed è guidato, dal 30 marzo 2016, dal premier Fayez al-Serraj, sostenuto dalle Nazioni Unite e dall’Italia. Il secondo, con sede a Tobruk, è appoggiato da Russia ed Egitto. L’ONU si impegna a riunificare al più presto la Libia e a organizzare elezioni nazionali, al momento previste per dicembre 2018.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.