Maldive: Solih dichiarato ufficialmente presidente del Paese

Pubblicato il 29 settembre 2018 alle 14:55 in Asia Maldive

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La Commissione Elettorale delle Maldive sabato 29 settembre ha ufficialmente dichiarato il leader dell’opposizione, Ibrahim Mohamed Solih, il vincitore delle elezioni nazionali, che hanno visto la sconfitta dell’attuale presidente, Abdulla Yameen.

Il segretario generale della Commissione Elettorale, Salah Rasheed, ha dichiarato che il Partito Democratico di Solih ha vinto con un margine del 16,8%, con un afflusso elettorale di circa l’89,2%. Sia la polizia che l’esercito hanno confermato di approvare il risultato delle elezioni.

Il capo della commissione elettorale, Ahmed Shareef, ha dichiarato che, fino a giovedì 27 settembre, sono stati ricevuti circa 423 reclami riguardo il voto, 194 dei quali sono ancora in sospeso. Tuttavia, Shareef ha spiegato ai giornalisti che nessuna delle lamentele influenzerà i risultati delle elezioni. Inoltre, l’uomo ha comunicato che tutti i 5 commissari elettorali, in seguito al voto di domenica 23 settembre, avevano ricevuto telefonate minatorie, alle quali non avevano dato troppo peso poiché i servizi di sicurezza statali hanno garantito l’incolumità di tutti i membri della commissione.

L’attuale presidente ha ammesso la sconfitta lunedì 24 settembre ma, in seguito, il suo partito aveva richiesto di ritardare l’annuncio del risultato ufficiale, mossa che alcuni membri dell’opposizione avevano considerato un tentativo di annullare gli esiti del voto.

Le elezioni presidenziali alle Maldive si sono tenute in un clima di tensione. Il voto del 23 settembre è stato considerate un referendum sulla democrazia, nell’ambito del quale Solih si è confrontato con il presidente in carica, Yameen, il quale mirava ad essere eletto nuovamente, con la promessa di favorire lo sviluppo economico delle Maldive dopo un mandato caratterizzato da accuse di abusi e corruzione. Durante il proprio mandato, Yameen aveva incarcerato o costretto all’esilio quasi tutti i rivali politici, bandendo altresì le proteste, sospendendo il Parlamento e dichiarando per due volte lo stato di emergenza nel Paese. Inoltre, Yameen aveva fatto uscire le Maldive dal Commonwealth, nel 2016, e aveva migliorato le relazioni con la Cina e l’Arabia Saudita, che hanno entrambe finanziato le infrastrutture dello Stato. Da parte sua, il candidato dell’opposizione Solih, invece, si era impegnato per riportare la democrazia e rilasciare i dissidenti incarcerati, tra i quali figura il fratellastro di Yameen, Maumoon Abdul Gayoom.

Più di 250.000 persone, su una popolazione di 350.000, si sono recate alle urne per votare, registrando un’affluenza eccezionale. Per tale ragione, la Commissione Elettorale aveva esteso l’apertura dei seggi di tre ore, per permettere a tutti i cittadini di votare.

Le Maldive, abitate da circa 400 mila persone e nota località turistica e balneare, hanno sperimentato un periodo di agitazione politica sin da quando Mohamed Nasheed, il primo leader del Paese a essere eletto democraticamente, nel 2008, era stato obbligato a dimettersi dalle forze dell’ordine, in seguito a un ammutinamento e golpe della polizia, nel 2012. Poco dopo l’annuncio delle sue dimissioni forzate, il vice di Nasheed, Mohammed Waheed Hassan, aveva giurato come nuovo presidente delle Maldive. Nasheed si era ricandidato alle presidenziali del 2013, ma era stato sconfitto al ballottaggio da Yameen.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Chiara Romano

di Redazione

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