Libia: attori internazionali condannano le violazioni del cessate il fuoco

Pubblicato il 29 settembre 2018 alle 6:01 in Africa Libia

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Diversi attori internazionali hanno condannato le violazioni del cessate il fuoco, istituito dall’Onu lo scorso 4 settembre, dichiarando che coloro che hanno arrecato un danno alla pace e alla stabilità della Libia devono essere sanzionati.  Il comunicato è arrivato su invito del ministro degli Esteri francese, Jean-Yves Le Drian, dei ministri e di alti rappresentanti della Libia, Tunisia, Algeria, Egitto, Marocco, Niger, Italia, Stati Uniti, Regno Unito, Cina, Russia, Unione Europea, l’Unione Africana e la Lega Araba, riuniti a New York il 25 settembre, dove hanno tenuto consultazioni con il premier di Tripoli, Fayez Al-Sirraj, e il rappresentante speciale delle Nazioni Unite in Libia, Ghassan Salame, che ha partecipato in collegamento da Tripoli. La dichiarazione rende noto che i partecipanti hanno ribadito il loro pieno sostegno a Salame e al suo piano d’azione, nonché ai suoi sforzi per facilitare una soluzione politica, guidata dal volere del popolo libico. I rappresentanti degli Stati hanno anche condannato le recenti violazioni del cessate il fuoco a Tripoli, in particolare i bombardamenti indiscriminati che hanno provocato vittime civili, e hanno sottolineato l’urgente necessità di ripristinare la stabilità nella capitale libica sulla base di una cessazione delle ostilità che sia duratura. Il comunicato ribadisce altresì il sostegno dei Paesi agli sforzi attuati dalla Missione dell’Onu in Libia (UNSMIL) per sedare gli scontri e garantire la protezione dei civili e invita tutte le parti a sostenere il cessate il fuoco.

“Il popolo libico dovrebbe decidere il proprio futuro senza interferenze straniere. La comunità internazionale deve parlare con una sola voce a sostegno di Salame mentre lavora con tutti i libici per promuovere un futuro stabile, unificato e prospero per il Paese, conclude il comunicato.

La direzione della Sicurezza di Tripoli ha annunciato che gli sconti nella capitale sono ufficialmente terminati, il 25 settembre, a un mese di distanza dall’inizio delle violenze tra le milizie rivali, che hanno causato la morte di 115 persone, ed il ferimento di altre 560. Il nuovo accordo di cessate il fuoco, raggiunto martedì 25 settembre con la partecipazione delle Forze di Protezione, la coalizione di 9 milizie che ha difeso il governo di Tripoli dagli attacchi della Settima Brigata, è il secondo concordato dall’inizio del mese. Il 4 settembre, sotto la guida dell’Onu, le milizie rivali avevano deciso di interrompere i combattimenti per porre fine alle violenze. Tuttavia, poco più di 10 giorni dopo il cessate il fuoco è stato violato con la ripresa degli scontri.

Grazie al nuovo accordo, sono state rimosse le barriere di sabbia dalle zone di conflitto nella capitale libica, e la direzione della Sicurezza ha dato il permesso alle migliaia di famiglie disperse di fare ritorno alle proprie case. Secondo una fonte militare, è previsto che un altro patto venga concluso presso la città di Tahruna, nella giornata di mercoledì 26 settembre, per assicurare la pace.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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