Gaza: 6 palestinesi uccisi, 2 bambini

Pubblicato il 29 settembre 2018 alle 16:03 in Israele Palestina

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Il portavoce del Ministero della Salute di Gaza ha confermato l’uccisione di 6 manifestanti palestinesi e il ferimento di altri 506, nella giornata di venerdì 28 settembre.

Le recenti vittime identificate, secondo il portavoce ministeriale Ashraf al-Qidra, sono 6. Mohammed Nayef al-Houm, 14enne, è stato colpito al petto da una pallottola di un cecchino israeliano appostato a est di al-Bureij, nel distretto centrale di Gaza. Iyad Khalil al-Shaaer, 18enne, è stato ugualmente ucciso da colpi d’arma da fuoco durante le proteste. Anche il dodicenne palestinese Nasser Mosabih è morto a seguito delle ferite riportate, nel suo caso alla testa, causate da colpi a fuoco e ricevute a est di Khan Younis, nella parte meridionale di Gaza. Allo stesso modo Mohammed Ali Mohammed Anshasi, 18enne, è stato ucciso nel medesimo distretto di Khan Younis. Altri 2 palestinesi sono poi stati uccisi dalle pallottole israeliane, ma non sono ancora stati identificati.

Venerdì 21 settembre, un palestinese era stato ucciso da un cecchino israeliano e altri erano rimasti feriti durante le manifestazioni al confine recintato con Israele. Il palestinese ucciso è stato identificato nel 25enne Karim Mohammed Kallab, morto a seguito di un colpo da fuoco nello stomaco. Nella stessa giornata sono stati feriti oltre 300 palestinesi, di cui 54 con munizioni vere, secondo quanto riportato dal portavoce del Ministero della Salute di Gaza.

Prima ancora, nella giornata di lunedì 17 settembre, 2 palestinesi erano stati uccisi in un attacco aereo israeliano nei presso del confine tra Gaza e Israele. Gli uomini, identificati come Naji Abuasi, 18 anni, e Alaa Abuasi, 21 anni, erano stati portati all’ospedale Nasser di Khan Younis dopo essere stati rinvenuti dai medici della Mezzaluna Rossa. A tal riguardo, l’esercito israeliano aveva dichiarato di aver bersagliato un gruppo di terroristi avvistati ad aggirarsi nei pressi del confine meridionale in modo sospetto. Secondo il Ministero della Salute, lunedì 17 settembre le forze israeliane hanno aperto il fuoco contro almeno 26 palestinesi.

Alla data attuale, oltre 178 palestinesi sono stati uccisi dall’inizio delle proteste mentre altri 18.000 sono rimasti feriti.

La popolazione palestinese protesta settimanalmente lungo la recinzione ad est della Striscia di Gaza sin dal 30 marzo, data in cui è iniziata la cosiddetta di Marcia del Ritorno, il cui scopo è invocare il diritto dei palestinesi al ritorno in patria e la fine del blocco israeliano, in vigore da 11 anni. Le manifestazioni in questione si sarebbero teoricamente dovute concludere il 15 maggio, data in cui palestinesi ricordano la Nakba, o Catastrofe, un riferimento alla rimozione forzata di 750.000 palestinesi dalle loro case e villaggi per aprire la strada alla creazione di Israele nel 1948. I palestinesi sostengono che le loro proteste rappresentino un’ondata di rabbia popolare contro Israele. I residenti dei territori palestinesi invocano il diritto di ritornare nelle proprie case, dalle famiglie da cui sono stati allontanati o separati 70 anni prima, a causa della fondazione dello Stato di Israele, avvenuta il 14 maggio 1948. Lo Stato Ebraico, dal canto suo, sostiene che le proteste e le manifestazioni siano organizzate dal gruppo islamista Hamas, il quale controlla la Striscia di Gaza e nega al Paese il diritto di esistere.

Israele ha accusato Hamas di aver sobillato le proteste per sviare l’attenzione dei cittadini dai problemi economici e dalla grave carenza di scorte energetiche di cui soffre Gaza, patria di 2 milioni di palestinesi, oltre metà dei quali sono rifugiati di guerra o loro discendenti. A partire da giugno del 2007, lo Stato Ebraico, insieme all’Egitto, ha imposto un blocco terrestre, aereo e marittimo dell’entrata nell’area della Striscia di Gaza governata da Hamas.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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