Varsavia: presto le elezioni amministrative

Pubblicato il 28 settembre 2018 alle 18:29 in Europa Polonia

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Le elezioni amministrative di Varsavia, che si terranno il prossimo 21 ottobre, saranno la prima grande competizione dal 2015 tra la formazione di centro-destra ed europeista Piattaforma Civica e il partito conservatore ed euroscettico Diritto e Giustizia (PiS), di cui fanno parte l’attuale Presidente Andrzej Duda ed il Primo Ministro Mateusz Morawiecki. Questo confronto fa parte di una più ampia contrapposizione circa il futuro dell’Europa, in un contesto in cui i partiti euroscettici continuano a guadagnare terreno in tutto il continente. L’esito del voto, spiega Reuters, sarà indicativo per le elezioni europee di maggio e le elezoni generali che si terranno in Polonia nel 2019.

Da una parte, Diritto e Giustizia domina la politica nazionale fin dal 2015, quando alle elezioni del 25 ottobre ha ottenuto il 37.5% dei consensi, contro il 24% registrato dalla Piattaforma Civica. Quest’ultima, invece, controlla 15 delle 16 assemblee regionali e alcune grandi città polacche.

Come sottolinea Reuters, un successo alle elezioni amministrative permetterebbe a Diritto e Giustizia di rivendicare il sostegno popolare nei confronti delle riforme del settore giudiziario, soprattutto dopo che, lunedì 24 settembre, la Commissione Europea ha annunciato che il caso della Polonia sarà deferito alla Corte di Giustizia dell’UE, che dovrà pronunciarsi sulla presunta violazione del principio di indipendenza della magistratura causata dalle riforme della Corte Suprema. Tuttavia, il sostegno popolare per le riforme non sembra essere assoluto, se si tiene in considerazione che la loro approvazione è spesso stata seguita da proteste da parte dei cittadini polacchi. Per esempio, a Varsavia, dove si terranno le elezioni amministrative, migliaia di cittadini si sono riuniti il 26 luglio, all’indomani della firma del Presidente Duda di una legge che ha cambiato le procedure di nomina dei giudici della Corte Suprema, dando un peso maggiore al Parlamento, in cui Diritto e Giustizia ha la maggioranza. In questo modo, come aveva spiegato il New York Times il governo avrebbe avuto più controllo sui giudici e le loro nomine. In quell’occasione sono state in tutto venti le città in cui i cittadini sono scesi in piazza per protesta. Tornando ancora più indietro, precisamente al 3 luglio, decine di migliaia di cittadini hanno protestato contro una legge con cui è avvenuta quella che è stata definita dal New York Times un’ “epurazione della Corte Suprema”: tramite l’abbassando dell’età pensionabile dei giudici dell’organo, passata da 70 a 65 anni, è stato provocato il pensionamento forzato di 27 su 72 dei suoi componenti.

Rafal Trzaskowski, il candidato sindaco di Piattaforma Civica, ha affermato di desiderare che Varsavia, sua città natale, rimanga “aperta, tollerante ed europea”. Trzaskowski ha dichiarato a Reuters che i membri di Diritto e Giustizia “vogliono riscrivere i libri di storia e mettere in discussione il nostro posto nell’Unione Europea”. Il suo avversario è Patryk Jaki, e fa parte del partito Polonia Solidale, alleato di Diritto e Giustizia, di cui riecheggia le idee nazionaliste. Come spiega Reuters, candidati alla carica di Sindaco di Varsavia incarnano le divisioni che affliggono la Polonia da quando il partito Diritto e Giustizia ha preso il potere nel 2015. L’agenzia di stampa britannica ha inoltre riportato un importante botta e risposta avvenuto tra i due avversari: Patryk Jaki, il candidato di Piattaforma Civica ha sostenuto che permettere ai musulmani di entrare in Polonia rappresenta una minaccia paragonabile all’invasione nazista del 1939. Rafal Trzaskowski ha risposto che la minaccia che sta affrontando la Polonia deriva da Jaki e dai suoi alleati.

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Cristina Lipari

di Redazione

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