Salvini a Tunisi: Italia e Tunisia rafforzano i rapporti

Pubblicato il 28 settembre 2018 alle 9:25 in Italia Tunisia

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L’Italia vuole diventare il primo partner della Tunisia. E’ quanto ha affermato il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, in visita ufficiale a Tunisi, giovedì 27 settembre, dove ha incontrato il presidente Beji Caid Essebsi e l’omologo Hichem Fourati.

Salvini è stato accolto nella capitale dall’ambasciatore italiano a Tunisi, Lorenzo Fanara, e dal direttore della cooperazione internazionale del Ministero dell’Interno tunisino, Ezzedine El Amri, secondo quanto riportato da Ansamed. Durante i colloqui con il presidente e il ministro tunisino, il capo del Viminale ha confermato che l’Italia vuole un impegno congiunto con la Tunsia, al fine di contrastare l’immigrazione illegale, il terrorismo, aumentare la sicurezza e favorire lo sviluppo economico. Salvini ha aggiunto che la sua visita nel Paese nordafricano testimonia la profonda amicizia che lega i due Stati, insieme alla volontà di Roma di consolidare le relazioni in ambito economico, sociale, culturale e di sicurezza. Infine, il ministro italiano ha elogiato la democrazia tunisina ed i passi effettuati dal governo di Tunisi per consolidare le istituzioni democratiche. Secondo Salvini, “la Tunisia è una democrazia solida e autonoma”.

Da parte sua, Essebsi ha affermato che i rapporti tra Italia e Tunisia “sono una grande risorsa che deve essere sfruttata per continuare a lavorare al fine di diversificare ulteriormente le aree della cooperazione bilaterale”. La presidenza tunisina ha diffuso una nota in cui riferisce che il presidente ha sottolineato come le sfide che minacciano la sicurezza e la stabilità dei Paesi della regione mediterranea, le quali ostacolano altresì gli sforzi di sviluppo, necessitano un maggiore coordinamento.

Il comunciato ufficiale del Viminale riferisce che, successivamente all’incontro, Salvini ha riferito ai giornalisti che è fondamentale il dialogo a 360 gradi tra Italia e Tinisia, sopratutto da un punto di vista economco. A tale proposito, il ministro ha ricordato l’attività di circa un migliaio di imprenditori italiani che lavorano in Tunisia, che da lavoro a 60.000 tunisini.

E’ previsto un nuovo incontro tecnico, da definire, per migliorare i rapporti di rimpatrio. Le relazioni tra Italia e Tuinsiai hanno attraversato un momento di tensione subito dopo la nomina di Salvini come ministro dell’Interno, il primo giugno. Il neo capo del Viminale aveva affermato che la Tunisia non mandava in Italia soltanto gentiluomini ma, spesso e volentieri, “anche i galeotti”. Il 4 giugno, il Ministero degli Esteri tunisino aveva ricevuto l’ambasciatore italiano a Tunisi, a cui aveva riferito che le parole di Salvini “non riflettevano la cooperazione tra i due Paesi nell’ambito dell’immigrazione e indicavano altresì una conoscenza incompleta dei vari meccanismi di coordinamento esistenti tra i servizi tunisini e italiani”.

Occorre ricordare che, il 9 febbraio 2017, l’Italia e la Tunisia hanno firmato una dichiarazione congiunta sull’immigrazione. In tale occasione, l’allora ministro degli Esteri, Angelino Alfano, e l’omologo tunisino, Khemaies Jhinaoui, avevano concluso un accordo sulla gestione del fenomeno migratorio, sul traffico di esseri umani e sul rafforzamento delle frontiere. A tale proposito, il primo ministro tunisino, Yussef al-Shahed, aveva dichiarato che l’Europa aveva bisogno di avviare progetti strategici con tutti gli Stati a Sud del Mediterraneo per aumentare il controllo dei flussi migratori. Salvini aveva replicato alle affermazioni del Ministero tunisino, giustificando di aver detto soltanto che “i flussi dalla Tunisia portano in Italia non solo persone per bene”. Da parte sua, l’ambasciatore italiano a Tunisi ha specificato che Roma vuole continuare a collaborare con la Tunisia in ambito migratorio.

Nel 2017, sono stati 9.329 i migranti tunisini che hanno tentato di raggiungere l’Italia. Di questi, il 66% è riuscito ad arrivare sulle coste italiane, mentre il restante 34% è stato bloccato dalle autorità di Tunisi. Nel 2018, i tunisini costituiscono la principale nazionalità di migranti giunti nel nostro Paese, con una cifra pari a oltre 4.000  dal primo gennaio al 28 settembre 2018. Secondo il Viminale, l’anno scorso, sono sbarcati illegalmente in Italia complessivamente 6.151 tunisini. In particolare, la maggioranza degli arrivi si è verificata a partire dai mesi estivi, in concomitanza ad una drastica diminuzione di sbarchi dalla Libia, principale porto di partenza dei migranti del Nord Africa.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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