Maldive: opposizione chiede sostegno della comunità internazionale

Pubblicato il 28 settembre 2018 alle 7:15 in Asia Maldive

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L’opposizione delle Maldive, il cui leader Mohamed Solih ha vinto le elezioni il 23 settembre, ha chiesto l’appoggio della comunità internazionale per assicurare una transizione di potere pacifica ed evitare che l’ex presidente Abdulla Yameen tenti nuovamente di prendere il potere nonostante la sconfitta.

“Chiediamo ai nostri amici e ai nostri partner internazionali di assisterci nella creazione di uno Stato in cui tutti i cittadini possano vivere in pace, prosperità e giustizia”, ha affermato l’opposizione in un comunicato, senza specificare la forma di assistenza specifica. La dichiarazione è stata rilasciata poche ore dopo che il capo militare delle Maldive e la polizia aveva messo in guardia nei confronti di Yameen.

Nel corso del proprio mandato, Yameen aveva incarcerato o costretto all’esilio quasi tutti i rivali politici, bandendo altresì le proteste, sospendendo il Parlamento e dichiarando per due volte lo stato di emergenza nel Paese. Inoltre, Yameen aveva fatto uscire le Maldive dal Commonwealth, nel 2016, e aveva migliorato le relazioni con la Cina e l’Arabia Saudita, che hanno entrambe finanziato le infrastrutture dello Stato. Da parte sua, il candidato dell’opposizione Solih, invece, si era impegnato per riportare la democrazia e rilasciare i dissidenti incarcerati, tra i quali figura il fratellastro di Yameen, Maumoon Abdul Gayoom.

Le elezioni del 23 settembre sono state considerate un referendum sulla democrazia, nell’ambito del quale il leader dell’opposizione Solih si è confrontato con il presidente in carica Yameen, il quale mirava ad essere eletto nuovamente, con la promessa di favorire lo sviluppo economico delle Maldive dopo un mandato caratterizzato da accuse di abusi e corruzione. Più di 250.000 persone su una popolazione di 350.000 si sono recate alle urne per votare, registrando un’affluenza eccezionale. Per tale ragione, la Commissione Elettorale ha esteso l’apertura dei seggi di tre ore, per permettere a tutti i cittadini di votare.

Le Maldive, abitate da circa 400 mila persone e nota località turistica e balneare, hanno sperimentato un periodo di agitazione politica sin da quando Mohamed Nasheed, il primo leader del Paese a essere eletto democraticamente, nel 2008, era stato obbligato a dimettersi dalle forze dell’ordine, in seguito a un ammutinamento e golpe della polizia, nel 2012. Poco dopo l’annuncio delle sue dimissioni forzate, il vice di Nasheed, Mohammed Waheed Hassan, aveva giurato come nuovo presidente delle Maldive. Nasheed si era ricandidato alle presidenziali del 2013, ma era stato sconfitto al ballottaggio da Yameen.

Nonostante Yameen abbia annunciato pubblicamente di aver accettato la sconfitta, sui social media è stata diffusa l’indiscrezione secondo cui l’ex leader avrebbe potuto presentare una petizione contro le votazioni. Di conseguenza, il maggiore generale Ahmed Shiyam, in diretta televisiva, ha dichiarato di voler assicurare che il volere dei cittadini venga rispettato.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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