Etiopia: aumentano i rifugiati eritrei

Pubblicato il 28 settembre 2018 alle 12:42 in Etiopia Immigrazione

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In seguito alla riapertura dei confini con l’Etiopia, sempre più cittadini eritrei, stanno entrando in territorio etiope. Mentre molti lo fanno per visitare le famiglie, altri hanno intenzione di stabilirsi nel Paese vicino. La notizia è stata riportata dal sito di informazioni umanitarie ReliefWeb, il quale funge da servizio digitale specializzato per l’ufficio di Coordinamento degli Affari Umanitari dell’Onu (OCHA).  Secondo quando riferito dal distretto amministrativo del Nord dell’Etiopia, nello Stato di Tigrè sono giunti più di 15.000 eritrei dall’11 settembre scorso, data in cui i confini tra i due Paesi sono stati ufficialmente riaperti.

“La combinazione di condizioni immutate all’interno dell’Eritrea e la riapertura dei confini hanno portato ad un aumento dei rifugiati eritrei in Etiopia”, riferisce il comunicato di ReliefWeb, riportato dal sito Africa News, specificando che, negli ultimi giorni, sono entrati nel Paese 500 cittadini eritrei. Tali aumenti hanno portato a 175.000 il numero di rifugiati dell’Eritrea in territorio etiope. Di cui una larga parte è formata da minori non accompagnati. “Gli eritrei che adesso si trovano nella zona dello Shire, nel Nord ell’Etiopia, hanno paura di perdere lo status di rifugiato e di rappresaglie da parte delle autorità eritree in seguito all’affuso”, recita la dichiarazione.

Eritrea ed Etiopia, hanno firmato un accordo di pace, il 9 luglio scorso, ponendo fine allo stato di guerra in corso tra i due Stati dal maggio 1998. Il conflitto tra i due Paesi ha destabilizzato l’intera regione del Corno d’Africa e ha visto entrambi i governi dedicare gran parte dei loro budget all’innalzamento della sicurezza. L’Etiopia è diventata un Paese senza sbocco sul mare dal 24 maggio 1993, quando l’Eritrea si è costituita come Stato indipendente. Cinque anni dopo, il 6 maggio 1998, i due vicini hanno cominciato una guerra per la demarcazione del loro confine condiviso. Anche negli anni successivi all’accordo di Algeri, siglato il 12 dicembre del 2000, periodici scontri si sono verificati in seguito al rifiuto dell’Etiopia di accettare la sentenza della Commissione per la delimitazione dei confini sostenuta dall’ONU. Dal 1998, le violenze hanno causato la morte di circa 80.000 persone. La sentenza della Commissione aveva stabilito che la città di Badme, al confine tra i due Stati, dovesse essere ceduta all’Eritrea. Tuttavia, l’Etiopia si è sempre rifiutata di accettare questa condizione e le dispute di confine non sono mai cessate. Il 6 giugno 2018, con una dichiarazione inaspettata, il premier, Abiy Ahmed, ha poi affermato di essere pronto ad accogliere integralmente tutte le decisioni della Commissione, accogliendo di fatto anche la cessione di Badme.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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