Arabia Saudita: tre “terroristi” uccisi nella regione sciita

Pubblicato il 28 settembre 2018 alle 16:27 in Arabia Saudita Medio Oriente

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Tre uomini sauditi, definiti come “terroristi” dalle autorità del Regno, sono stati uccisi in una sparatoria con alcuni agenti di sicurezza, nella regione orientale saudita di Qatif, a maggioranza sciita.

Gli uomini erano ricercati per “episodi di terrore” nella provincia, secondo quanto ha riferito l’agenzia ufficiale saudita, citando un portavoce della sicurezza. Mercoledì 27 settembre, 3 agenti di sicurezza hanno riportato ferite lievi, a seguito dell’irruzione nel “nascondiglio” dei sospetti terroristi in un quartiere residenziale. “Nessun altro residente dell’edificio e nessuno dei passanti è rimasto ferito a causa degli intensi spari avvenuti dentro l’edificio e nella strada”, ha affermato il portavoce. La provincia di Qatif ha vissuto periodi caratterizzati dai disordini a partire dal 2011, quando alcuni manifestanti, incoraggiati dalle primavere arabe, sono scesi in strada per chiedere la fine delle discriminazioni verso la minoranza sciita da parte del governo saudita, dominato dai sunniti.

Si stima che la comunità sciita comprenda tra il 10 e il 15% della popolazione del Regno, che conta in totale 32 milioni di abitanti. Tuttavia, è necessario sottolineare che il governo non ha mai rilasciato statistiche ufficiali. Inoltre, da parte sua, il governo del Regno saudita nega che ci siano dorme di discriminazione nei confronti della popolazione sciita. In Arabia Saudita, la maggiore concentrazione di tale popolazione si trova proprio nella provincia di Qatif. La città di Awamiya è, infatti, sempre stata considerata un luogo dove scoppiano il maggior numero di manifestazioni contro il regime saudita, accusato di settarismo. Nel maggio del 2017, le autorità saudite hanno fatto demolire alcuni edifici storici di Awamiya, con l’intenzione di radere al suolo diverse centinaia di case, considerate nascondigli dei militanti locali dai funzionari del Regno.

Le tensioni sono risultate particolarmente elevate da quando le autorità saudite hanno giustiziato 47, tra cui un importante leader religioso sciita, Nimr Al-Nimr, per accuse di terrorismo, il 2 gennaio 2016. L’esecuzione aveva scatenato reazioni di oltraggio diffuse, provocando nuove tensioni con il rivale regionale sciita, l’Iran. L’ambasciata saudita a Teheran, infatti, era stata presa d’assalto in tale occasione. Successivamente, i rapporti tra i due Paesi si erano ulteriormente deteriorati dopo che, il 7 giugno 2017, alcuni kamikaze si erano fatti esplodere nella capitale iraniana colpendo due luoghi simbolici del Paese: il Parlamento, sede del potere politico, e il mausoleo dell’ayatollah Khomeini, fondatore della Repubblica islamica, causando la morte di 12 persone. In tale occasione, il corpo delle guardie della rivoluzione islamica aveva accusato l’Arabia Saudita del duplice attentato, per i suoi legami con il terrorismo internazionale, respingendo la rivendicazione da parte del sedicente Stato Islamico, giudicata poco credibile e prodotta al fine di confondere l’opinione pubblica.

Leggi Sicurezza Internazionale, il primo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.