Sud Sudan: quasi 400.000 morti dal 2013 all’aprile 2018

Pubblicato il 27 settembre 2018 alle 9:18 in Africa Sud Sudan

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Sono quasi 400.000 le persone che hanno perso la vita nella guerra civile in Sud Sudan. Lo rivela uno studio effettuato dalla London School of Hygiene and Tropical Medicine University, commissionato dallo US Institute for Peace e dal Dipartimento di Stato americano, intitolato “South Sudan: Estimates of crisis-attributable mortality”.

I ricercatori hanno fatto il calcolo basandosi sia dalle morti causate dagli scontri, sia da quelle legate alle scarse condizioni di igiene e all’assenza di cure mediche. Nello specifico, lo studio rivela che la maggior parte dei decessi si è concentrata nelle regioni nordorientali di Jonglei e Unity e nello Stato di Central Equatoria, tutti siti dove si è concentrata la violenza nel corso della guerra. La mortalità più alta è stata riscontrata tra il 2016 e il 2017. Ad avviso degli esperti che hanno monitorato la situazione, le nuove stime, che sono più alte di quelle calcolate in passato, offrono un quadro utile per capire come rispondere al conflitto. “Per molto tempo, l’assenza di un bilancio delle vittime ha nascosto gli orrori e minimizzato ciò che accadeva nell’ambito della guerra”, ha spiegato il vice direttore di Enough Project, un gruppo di monitoraggio americano, Brian Adeba. Alla luce dei dati, i ricercatori hanno dichiarato che è necessaria una risposta umanitaria immediata in Sud Sudan, e che le parti coinvolte devono trovare una soluzione al più presto per porre fine al conflitto.

Il Sud Sudan è lo Stato più giovane al mondo, in quanto ha ottenuto l’indipendenza dal Sudan il 9 luglio 2011. È uno dei Paesi maggiormente frammentati dell’Africa centrale e comprende più di 60 gruppi etnici che seguono diverse religioni locali. Nel dicembre 2013, alcuni militari di etnia dinka, fedeli al presidente Salva Kiir, in carica dal 9 luglio 2011, hanno cominciato a scontrarsi con quelli di etnia nuer, guidati dal leader Riek Machar e accusati di preparare un colpo di Stato. I disaccordi tra i due erano iniziati già durante la guerra per l’indipendenza dal Sudan per il controllo del governo e del loro partito, il Movimento per la liberazione del popolo sudanese (SPLM). Dopo anni di tentati accordi di pace, il 12 settembre, Kiir e Machar hanno concluso un patto ad Addis Abeba, concordando di voler terminare la guerra civile.

Il New York Times spiega che, nel corso degli anni passati, era stato impossibile effettuare una stima delle vittime, in quanto le violenze avevano reso inaccessibili molte zone del Paese, dove i volontari umanitari avevano subito a loro volta attacchi. Secondo lo Aid Worker Security Report 2018, l’anno passato, il Sud Sudan ha costituito lo Stato più pericoloso per i lavoratori delle organizzazioni umanitarie, che hanno perso almeno 113 dipendenti.

Leggi Sicurezza Internazionale, il primo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Sofia Cecinini

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.