Caso Aquarius 2: accordo tra Francia, Portogallo, Spagna e Germania

Pubblicato il 26 settembre 2018 alle 9:03 in Europa Immigrazione

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Francia, Portogallo, Spagna e Germania hanno raggiunto un accordo per accogliere i 58 migranti a bordo della nave Aquarius 2, che si trova in stallo in mare al largo delle coste maltesi.

Le autorità della Valletta hanno riferito che gli stranieri verranno trasferiti a bordo di una vedetta in acque internazionali, per poi essere portati nei quattro Paesi. Il Portogallo ha reso noto che accoglierà 10 migranti, Francia 18, mentre Spagna e Germania 15 ciascuna. Il premier francese, Edouard Philippe, ha spiegato che l’Aquarius raggiungerà il porto di Marsiglia non appena avrà disimbracato tutti i migranti. Da parte sua, il primo ministro maltese, Joseph Muscat, ha commentato l’accaduto dicendo che, grazie all’accordo raggiunto, i leader europei coinvolti vogliono dimostrare che è possibile adottare un approccio multilaterale alla gestione degli sbarchi nel Mediterraneo.

È la terza volta in tre mesi che alcuni Paesi europei decidono di cooperare per smistare stranieri salvati in mare, il cui primo approdo era stato negato dall’Italia, i cui porti sono stati chiusi dal ministro dell’Interno, Matteo Salvini. La prima volta è avvenuta il 16 luglio, quando Malta, Francia, Germania, Spagne e Portogallo accoglieranno 50 migranti ciascuno dei 450 stranieri soccorsi nei giorni precedenti da un peschereccio nel Mediterraneo. La seconda volta, invece, si è verificata a metà agosto quando, dopo il no dell’Italia, Malta ha acconsentito ad aprire i suoi porti alla nave umanitaria Aquarius, che trasportava 141 migranti salvati a largo della Libia, affinché parte di loro venisse smistata tra Francia, Spagna, Germania, Portogallo e Lussemburgo.

Aquarius 2 è una delle navi di ong che continuano ad effettuare attività di ricerca e salvataggio lungo la rotta del Mediterraneo centrale, che collega l’Italia alla Libia. Il 24 settembre, l’autorità marittima di Panama (PMA) ha revocato la registrazione per le attività di ricerca e salvataggio all’imbarcazione, che non potrà più effettuare tali attività fino a quando non le verrà assegnata una nuova bandiera. Tale decisione comporta che, una volta che Aquarius 2 giungerà in porto, non potrà più operare se non troverà una nuova bandiera. SOS Mediterranee, sotto cui opera l’imbarcazione, ha dichiarato che la mossa di Panama è legata alle pressioni esercitate dal governo italiano. “La squadra dell’Aquarius è rimasta scioccata dalla comunicazione dell’autorità marittima di Panama, la quale ha spiegato che le autorità italiane avevano chiesto di attuare un’azione immediata contro l’Aquarius”, recita il comunicato della ong.

Da quando Salvini è salito alla guida del Ministero dell’Interno, il primo giugno scorso, ha inaugurato una politica più rigida e intransigente nei confronti del fenomeno migratorio, chiudendo i porti italiani alle imbarcazioni delle ong e delle missioni europee. A suo avviso, le ong fungono da taxi dei migranti nel Mediterraneo, intralciando spessi le attività della Guardia Costiera libica. A tale proposito, il capo del Viminale ha accusato Aquarius 2 di aver ostacolato l’operato degli ufficiali libici, affermando che Panama avrebbe dovuto revocale l’iscrizione della nave dal proprio registro navale. “Possono cambiare bandiera e nome mille volte, ma i porti italiani rimarranno chiusi per questi gentiluomini”, ha dichiarato Salvini.

Inizialmente, la Francia si era rifiutata di accogliere i 58 migranti nel porto di Marsiglia, asserendo che l’Aquarius 2 sarebbe dovuta attraccare nel porto più vicino, in linea con le regole europee. A far salire la tensione già alta tra Italia e Francia è intervenuto il presidente Emmanuel Macron, il quale ha affermato che “c’è una crisi politica tra l’Italia ed il resto d’Europa”. “L’Italia ha scelto di non seguire più le leggi internazionali e umanitarie del mare, secondo cui quando una nave è in una situazione umanitaria va ne porto più vicino”, ha spiegato Macron durante l’assemblea dell’Onu a New York.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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