Francia dice no ad accoglienza Aquarius 2

Pubblicato il 25 settembre 2018 alle 16:39 in Francia Immigrazione

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La Francia non è pronta ad accogliere la nave Aquarius 2 nel porto di Marsiglia per far sbarcare i 58 migranti che si trovano a bordo. È quanto ha reso noto il ministro delle Finanze francese, Bruno Le Maire, in diretta televisiva, spiegando che l’imbarcazione dovrebbe attraccare presso il porto più vicino, in linea con le regole europee. “Marsiglia non è il porto più vicino, la questione deve essere gestita in maniera chiara e le regole vanno rispettate”, ha affermato Le Marie, aggiungendo che la Francia si è assunta le proprie responsabilità, accettando una quota di rifugiati, ma deve respingere l’immigrazione economica.

Aquarius 2 è una delle navi di ong che continuano ad effettuare attività di ricerca e salvataggio lungo la rotta del Mediterraneo centrale, che collega l’Italia alla Libia. Il 24 settembre, l’autorità marittima di Panama (PMA) ha revocato la registrazione per le attività di ricerca e salvataggio all’imbarcazione, che non potrà più effettuare tali attività fino a quando non le verrà assegnata una nuova bandiera.

Al momento la nave, che opera sotto SOPS Mediterranee, si torva in mare con a bordo 58 migranti. La decisione dell’autorità marittima di Panama indica che, una volta che Aquarius 2 giungerà in porto per portare gli stranieri in salvo, non potrà più operare se non troverà una nuova bandiera. SOS Mediterranee ha dichiarato che la decisione di Panama è legata alle pressioni esercitate dal governo italiano. “La squadra dell’Aquarius è rimasta scioccata dalla comunicazione dell’autorità marittima di Panama, la quale ha spiegato che le autorità italiane avevano chiesto di attuare un’azione immediata contro l’Aquarius”, recita il comunicato della ong. Da parte sua, il ministro dell’Interno italiano, Matteo Salvini, ha dichiarato di non aver esercitato alcuna pressione su Panama.

Da quando il leader della Lega è salito alla guida del Ministero dell’Interno, il primo giugno scorso, ha inaugurato una politica più rigida e intransigente nei confronti del fenomeno migratorio, chiudendo i porti italiani alle imbarcazioni delle ong e delle missioni europee. A suo avviso, le ong fungono da taxi dei migranti nel Mediterraneo, intralciando spessi le attività della Guardia Costiera libica. Proprio domenica 23 settembre, il capo del Viminale ha accusato Aquarius 2 di aver ostacolato l’operato degli ufficiali libici, affermando che Panama avrebbe dovuto revocale l’iscrizione della nave dal proprio registro navale. “Possono cambiare bandiera e nome mille volte, ma i porti italiani rimarranno chiusi per questi gentiluomini”, ha dichiarato Salvini.

Alla fine di agosto c’è stato un momento di tensione tra la Francia da una parte, e l’Italia e l’Ungheria dall’altra, in merito alla gestione degli sbarchi. Il presidente francese, Emmanuel Macron, ha dichiarato che le forze populiste d’Europa, quali quelle di Salvini e del premier ungherese Viktor Orban, fanno bene a considerarlo il loro principale oppositore. Da parte loro, Salvini e Orban hanno definito Macron “il leader europeo pro-immigrazione”.

Consulta l’archivio sull’immigrazione di Sicurezza Internazionale, dove troverai centinaia di articoli in ordine cronologico.

Sofia Cecinini

di Redazione

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