Stati Uniti: sarà più difficile entrare o permanere nel Paese se si utilizzano benefit pubblici

Pubblicato il 24 settembre 2018 alle 6:01 in Immigrazione USA e Canada

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L’amministrazione Trump ha dichiarato, sabato 22 settembre, che proporrà di rendere più difficile arrivare o rimanere negli Stati Uniti per gli stranieri, se hanno già ricevuto o potrebbero ricevere benefici pubblici quali aiuti alimentari, case popolari o assistenza sanitaria Medicaid.

Il nuovo regolamento proposto dal Dipartimento di Sicurezza Interna degli Stati Uniti aumenterà la possibilità, da parte dei funzionari per l’immigrazione, di negare i visti o i permessi di residenza legali per gli aspiranti immigrati, se hanno già ricevuto una serie di benefit quali Medicaid, Medicare, aiuto con gli alloggi o buoni spesa.

La legge sull’immigrazione degli Stati Uniti da tempo richiede ai funzionari di non fornire la residenza permanente a tutti coloro che potrebbe diventare un “peso pubblico” poiché mantenuti a spese dello Stato. Tuttavia, le linee guida statunitensi, esistenti da circa 20 anni, a malapena definiscono in modo tale una persona che “dipende in modo primario dal governo per la sua sussistenza”, che sia attraverso assistenza monetaria diretta o aiuti a lungo termine da parte del governo. Tali linee guida sono ufficiali dal 1999 e la proposta dell’amministrazione Trump se ne allontana bruscamente. Questi cambiamenti verranno applicati a coloro che richiedono visti o permessi di residenza legale, ma non a coloro che desiderano ottenere la cittadinanza statunitense.

Il segretario del Dipartimento di Sicurezza Interna, Kirstjen Nielsen, ha dichiarato che, in base alle legge federale, coloro che vogliono emigrare negli Stati Uniti devono dimostrare di essere in grado di sostenersi a livello finanziario. “Questa proposta di legge renderà effettivo un regolamento, approvato dal Congresso, che intende promuovere l’autosufficienza degli immigrati e proteggere le risorse del Paese, assicurando che tali persone non diventino un peso per i contribuenti statunitensi” ha aggiunto la donna.

Se uno straniero riceve uno o più aiuti pubblici elencati nella proposta di legge al momento della richiesta di visto o residenza, ciò verrà considerato un fattore negativo nel determinare la sua idoneità a entrare o rimanere negli Stati Uniti. Se, in base alle nuove regole, a un immigrato è vietato l’ingresso su territorio statunitense, gli potrebbe essere comunque concessa l’entrata nel Paese pagando una cauzione pari a non meno di 10.000 dollari.

Questa nuova legge è parte dei tentativi del presidente statunitense, Donald Trump, di limitare sia l’immigrazione legale sia quella illegale, una problematica sottolineata durante la sua campagna elettorale presidenziale del 2016 che è diventata un argomento importante anche per le elezioni del Congresso del 2018.

Questo particolare regolamento relativo all’utilizzo dei benefici, invece, non richiede necessariamente l’approvazione dei parlamentari, e sarà pubblicato nel Federal Register, una sorta di gazzetta ufficiale del governo statunitense, nelle prossime settimane. Il pubblico ha 60 giorni per commentare la proposta e l’agenzia deve considerare tutte le critiche e cambiare il regolamento prima di adottare la versione finale, che verrà pubblicata fra qualche mese.

La proposta dell’amministrazione Trump interesserà più di 382.000 persone all’anno che ottengono il permesso di residenza permanente mentre si trovano già negli Stati Uniti. Inoltre, ogni anno, centinaia di migliaia di persone all’estero ottengono tale documento attraverso il Dipartimento di Stato, che potrebbe altresì cambiare le regole per conformarsi a quelle del Dipartimento di Sicurezza Interna, quando la proposta diventerà definitiva.

Coloro a favore dell’immigrazione hanno criticato il piano dell’amministrazione Trump, la quale bozza era già stata riportata da Reuters a febbraio, descrivendolo come un tentativo di tagliare l’immigrazione legale cambiando la legge statunitense, senza passare prima per il Congresso. Inoltre, i critici ritengono che tale regolamento potrebbe influenzare negativamente la sanità pubblica, poiché gli immigrati potrebbero evitare di utilizzare aiuti medici o alimentari, che spettano invece di diritto a loro o ai loro figli. La stessa proposta pubblicata sabato 22 settembre anticipa alcune di queste conseguenze. Se, in base al nuovo regolamento, gli immigrati rinunciassero ai benefit pubblici, si potrebbe verificare una situazione di aumento dei tassi di povertà e instabilità, e potrebbe peggiorare altresì la realtà sanitaria.

La direttrice del National Immigration Law Center, Marielena Hincapié, ha criticato l’amministrazione Trump, dichiarando che il nuovo regolamento proposto rende chiaro che la Casa Bianca “continua a dare la priorità al denaro rispetto all’unità famigliare, assicurandosi che solamente coloro che sono più benestanti riescano a costruirsi un futuro in questo Paese”.

Nonostante la proposta dell’amministrazione Trump rappresenti un grande cambiamento, la versione rilasciata il 22 settembre è più ristretta delle precedenti bozze. Il documento, infatti, non penalizza gli immigrati che utilizzano aiuti per il riscaldamento delle case, il credito d’imposta sul reddito di lavoro, il WIC, ossia il programma federale che fornisce alimenti a donne incinte o in fase di allattamento e ai loro figli, e l’Head Start, che fornisce istruzione nella prima infanzia a bambini provenienti da famiglie a basso reddito. Le versioni precedenti della nuova legge penalizzavano tutti coloro che utilizzavano questi benefici.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Chiara Romano

di Redazione

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