Italia: approvato decreto sicurezza e immigrazione

Pubblicato il 24 settembre 2018 alle 16:27 in Immigrazione Italia

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Il Consiglio dei Ministri ha adottato il decreto sicurezza e immigrazione all’unanimità. Lo ha annunciato su Facebook il ministro dell’interno, Matteo Salvini, il quale ha scritto: “Sono felice! Un passo avanti per rendere l’Italia più sicura”.

Nel corso della conferenza stampa a palazzo Chigi, Salvini ha spiegato che, con tale mossa, l’Italia non violerà alcun diritto fondamentale, ma garantirà i diritti delle persone ed i Trattati, adottando una disciplina più efficace. In merito a possibili posizioni contrarie e critiche, il ministro ha assicurato che non c’è alcun problema e che, se ci sarà una critica positiva, “cambierà, aggiungerà e arricchirà” i provvedimenti.

Il decreto sicurezza e immigrazione prevede che le autorità italiane annulleranno la richiesta degli immigrati che compiono reati mentre attendono l’approvazione della richiesta di asilo, rimandandoli nel loro Paese di origine. Salvini ha altresì spiegato che, grazie al calo degli arrivi in Italia, sarà possibile spendere 350 milioni per assumere dopo anni di crisi circa 10.000 tra uomini e donne delle forze dell’ordine, per garantire la sicurezza del Paese. Il decreto prevede anche un maggiore contrasto alla Mafia, attuato attraverso l’apertura di 4 sedi specifiche dell’agenzia dei beni confiscati ai mafiosi.

L’altro vicepremier, Luigi di Maio, ha sottolineato che alcuni punti del decreto dovranno essere puntualizzati in Parlamento, soprattutto per l’adeguamento della disciplina dei permessi di soggiorno agli altri membri dell’Unione Europea. Il premier Giuseppe Conte ha riferito che, rispetto all’ordinaria formulazione, è stata unificata un’unica struttura normativa più funzionale, con l’obiettivo di riorganizzare il sistema di riconoscimento della protezione internazionale, al fine di adeguarlo agli standard europei. Il Parlamento avrà ora 60 giorni per approvare il decreto prima che il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, lo trasformi in legge.

Secondo le stime della fondazione ISMU, nel primo quarto del 2018, l’Italia ha esaminato 23.000 domande di asilo, di cui oltre il 61% è stato rigettato, al 21% è stata concessa la protezione umanitaria, mentre il 6% ha ottenuto lo status di rifugiato.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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