Elezioni Maldive: Mohamed Solih nuovo presidente

Pubblicato il 24 settembre 2018 alle 8:46 in Asia Maldive

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Il leader dell’opposizione, Ibrahim Mohamed Solih, è il nuovo presidente delle Maldive. I risultati delle elezioni di domenica 23 settembre hanno portato alla sconfitta dell’ex presidente Abdulla Yameen, in carica dal 17 novembre 2013, la cui vittoria era stata data quasi per certa. La Commissione Elettorale ha rilasciato i conteggi nella mattina di lunedì 24 settembre, riferendo che Solih ha ottenuto il 58.3% dei voti, mentre Yameen il 42%.

“Abbiamo vinto queste elezioni con una maggioranza rassicurante”, ha riferito Solih ai giornalisti, aggiungendo che si tratta di un momento storico di felicità e speranza, in quanto vorrà ristabilire la pace in tutto il Paese. Rivolgendosi a Yameen, Solih ha chiesto di rispettare il volere del popolo maldiviano e di permettere l’immediata transizione di potere. L’arcipelago è stato invaso dai festeggiamenti, con i seguaci di Solih che hanno manifestato per le strade con le bandiere gialle del Maldivian Democratic Party (MDP), il partito del nuovo presidente. Da parte sua, Yameen ha accettato i risultati, dichiarando pubblicamente di rispettare il voto dei cittadini.

Le elezioni del 23 settembre sono state considerate un referendum sulla democrazia, nell’ambito del quale il leader dell’opposizione Solih si è confrontato con il presidente in carica Yameen, il quale mirava ad essere eletto nuovamente, con la promessa di favorire lo sviluppo economico delle Maldive dopo un mandato caratterizzato da accuse di abusi e corruzione. Più di 250.000 persone su una popolazione di 350.000 si sono recate alle urne per votare, registrando un’affluenza eccezionale. Per tale ragione, la Commissione Elettorale ha esteso l’apertura dei seggi di tre ore, per permettere a tutti i cittadini di votare.

Durante il proprio mandato, Yameen aveva incarcerato o costretto all’esilio quasi tutti i rivali politici, bandendo altresì le proteste, sospendendo il Parlamento e dichiarando per due volte lo stato di emergenza nel Paese. Inoltre, Yameen aveva fatto uscire le Maldive dal Commonwealth, nel 2016, e aveva migliorato le relazioni con la Cina e l’Arabia Saudita, che hanno entrambe finanziato le infrastrutture dello Stato. Da parte sua, il candidato dell’opposizione Solih, invece, si era impegnato per riportare la democrazia e rilasciare i dissidenti incarcerati, tra i quali figura il fratellastro di Yameen, Maumoon Abdul Gayoom.

Le Maldive, abitate da circa 400 mila persone e nota località turistica e balneare, hanno sperimentato un periodo di agitazione politica sin da quando Mohamed Nasheed, il primo leader del Paese a essere eletto democraticamente, nel 2008, era stato obbligato a dimettersi dalle forze dell’ordine, in seguito a un ammutinamento e golpe della polizia, nel 2012. Poco dopo l’annuncio delle sue dimissioni forzate, il vice di Nasheed, Mohammed Waheed Hassan, aveva giurato come nuovo presidente delle Maldive. Nasheed si era ricandidato alle presidenziali del 2013, ma era stato sconfitto al ballottaggio da Yameen.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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