Libano: naufraga barca di rifugiati siriani, molti salvati

Pubblicato il 23 settembre 2018 alle 6:00 in Immigrazione Libano

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Una barca che trasportava oltre una trentina di rifugiati siriani è naufragata a largo delle coste libanesi, sabato 22 settembre. La maggior parte dell’equipaggio è stato tratto in salvo dalle forze del Libano, ma almeno un bambino è annegato, hanno riferito le forze della sicurezza locali.

L’imbarcazione stava trasportando clandestinamente i rifugiati verso l’isola di Cipro, e mancavano ancora circa 180 chilometri alla meta quando è affondata nelle acque vicine alla costa settentrionale del Libano. Non si conosce ancora il bilancio definitivo delle vittime né dei superstiti, ma le forze di sicurezza hanno affermato che almeno 3 persone sono state trasportate nella struttura ospedaliera più vicina in condizioni critiche.

Il Libano ospita, allo stato attuale, circa 1 milione di rifugiati regolarmente registrati provenienti dalla Siria e fuggiti dalla guerra civile, che nel Paese imperversa dal 15 marzo 2011. Tali stime sono state fornite dall’Agenzia per i Rifugiati delle Nazioni Unite, l’UNHCR. Le statistiche in mano al governo libanese sono superiori, e in base a queste ultime i rifugiati siriani ammonterebbero ad almeno 1 milione e mezzo. Sono sempre più insistenti le richieste avanzate dal governo del Libano di iniziare il rimpatrio dei siriani, e nella giornata di venerdì 29 giugno, Hezbollah, potente movimento libanese politico e paramilitare di religione sciita, aveva annunciato di voler prendere parte a tale manovra.  I combattenti di Hezbollah hanno svolto un ruolo di primo piano anche nelle dinamiche della guerra civile in Siria, in quanto, insieme agli aerei da guerra russi, hanno contribuito ad aiutare il regime del presidente Bashar al-Assad, anch’esso sciita, a riconquistare ampie porzioni del territorio siriano, caduto sotto il controllo dei ribelli da una parte, e dello Stato Islamico dall’altra.

Sabato 28 luglio, centinaia di rifugiati siriani avevano fatto ritorno nel loro Paese dal Libano, tramite un convoglio di pullman organizzato da entrambi i governi siriano e libanese, nel contesto degli sforzi di Beirut per accelerare il rimpatrio dei rifugiati nelle zone in cui il conflitto è stato sedato. Secondo quanto riferito dall’emittente televisiva nazionale siriana, in tale occasione erano stati circa 1.200 i rifugiati siriani che avevano preso parte alle manovre di rimpatrio dal Libano. Non si era trattato del primo spostamento del genere. Già nella giornata di giovedì 28 giugno, centinaia di rifugiati siriani avevano iniziato a tornare a casa dalla città di confine di Arsal, in Libano, nell’ambito di un’operazione coordinata tra le autorità di Beirut e Damasco. Il primo luglio, Hezbollah aveva annunciato che avrebbe creato un meccanismo di rimpatrio dei rifugiati siriani stanziati in Libano verso le zone controllate dal regime siriano, e che ciò sarebbe avvenuto in coordinazione con il governo di Beirut. In precedenza, nel corso dei primi mesi del 2018, circa 500 rifugiati avevano già lasciato la regione meridionale del Libano per fare ritorno in Siria, in una mossa organizzata fianco a fianco da Beirut e da Damasco. Inoltre, molte migliaia di rifugiati avevano già fatto ritorno in Siria in anni recenti su base spontanea e volontaria. Nei primi mesi del 2018, oltre 920mila persone sono state sfollate in Siria; ciò rappresenta il culmine dello sfollamento di civili nell’ambito della guerra civile del Paese.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.