Brexit: negoziati in stallo, Londra insiste perché l’UE accetti le sue proposte o ne avanzi di nuove

Pubblicato il 23 settembre 2018 alle 6:03 in Europa UK

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Il Regno Unito ha dichiarato che non abbandonerà le trattative per la Brexit e ha fatto pressioni sui partner europei perché accettino le sue proposte, nonostante alcuni ministri francesi e tedeschi abbiano suggerito che la prossima mossa nei negoziati dovrebbe provenire da Londra.

Il primo ministro britannico, Theresa May, venerdì 21 settembre ha richiesto che i leader dell’Unione Europea avanzino nuove proposte in merito alla Brexit, dichiarando che le trattative si trovano in un momento di stallo, dopo gli ultimi piani esposti da Londra. In seguito a tale dichiarazione, il presidente del Consiglio Europeo, Donald Tusk, ha spiegato che i risultati dell’analisi europea del piano Chequers, presentato e respinto durante il summit di Salisburgo di giovedì 20 settembre, erano noti da molte settimane. L’UE aveva respinto tale proposta in quanto frammenterebbe il mercato unico.

“Se l’Unione Europea pensa che rifiutando tutte le proposte del Regno Unito alla fine ci arrenderemo, accettando l’opzione della Norvegia o rimanendo nel blocco europeo, allora si è fatta un’idea sbagliata del popolo britannico” ha spiegato il ministro degli Esteri inglese, Jeremy Hunt. L’Unione Europea, in occasione dell’incontro di Salisburgo, aveva proposto o l’adozione, da parte del Regno Unito, dello stesso accordo di associazione della Norvegia, o che la relazione di Londra con l’Unione Europea venga regolata da un contratto commerciale simile a quello che il blocco europeo ha con il Canada. La May aveva respinto entrambe le proposte.

Il ministro per gli Affari Europei francese, Nathalie Loiseau, ha dichiarato che la decisione del Regno Unito “non può portare al fallimento dell’Unione Europea”. “Questo è il messaggio che da mesi cerchiamo di recapitare alla nostra controparte britannica, che potrebbe aver pensato che avremmo accettato qualsiasi accordo avrebbe proposto” ha aggiunto la donna. Inoltre, il ministro per gli Affari Europei ha altresì dichiarato che, nonostante la Francia ritenga che sia possibile raggiungere un buon accordo Brexit, è necessario che Londra si prepari altresì alla possibilità di uscire dal blocco senza nessun patto. Hunt, da parte sua, ha risposto dichiarando che l’economia britannica riuscirà a gestire la situazione in caso di mancanza di un accordo. “Se non dovessimo ottenere un patto, commerceremmo secondo le condizioni stabilite dall’Organizzazione Mondiale del Commercio (OMC). Sarà difficile, ma troveremmo un modo per sopravvivere e far prosperare il Paese” ha sottolineato l’uomo.

A Berlino, il vice ministro degli Esteri, Michael Roth, ha dichiarato che gli altri 27 Stati membri del blocco europeo stanno cercando di raggiungere una soluzione ragionevole, ma che l’Unione Europea non può risolvere i problemi che stanno nascendo nel Regno Unito a causa della Brexit.

Il Regno Unito dovrà lasciare ufficialmente l’Unione Europea il 29 marzo 2019 e, prima di tale data, dovrà arrivare a un accordo sui termini dell’uscita. Tuttavia, la premier, finora, è riuscita solamente a siglare un patto sull’unione doganale, a luglio, noto con il nome di “piano Chequers”. La situazione attuale ha aumentato la preoccupazione riguardo la possibilità che Londra esca dal blocco europeo senza un patto: se tale occasione dovesse verificarsi, il Paese ritornerebbe alle regole commerciali sancite dall’Organizzazione Mondiale del Commercio (OMC) e sarebbe costretto a pagare dazi sui beni importati dall’Unione Europea. Il governo britannico ha già ammesso di stare accumulando medicinali.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Chiara Romano

di Redazione

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