Iran: sconfiggeremo Trump come Saddam, non cesseremo attività missilistiche

Pubblicato il 22 settembre 2018 alle 8:57 in Iran USA e Canada

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il presidente iraniano, Hassan Rouhani, riferendosi alla guerra per l’influenza nel Medio Oriente, ha affermato che il capo di Stato americano, Donald Trump, fallirà nel suo scontro con Teheran, proprio come ha fallito l’Iraq di Saddam Hussein, e ha promesso che il suo Paese non cesserà le attività missilistiche.

Il presidente dell’Iran, sabato 22 settembre, ha preso la parola mentre il Paese iniziava a far sfoggio della sua potenza navale nella regione mediorientale in occasione delle parate annuali organizzate nella capitale, Teheran, e nel porto della città di Bandar Abbas, che si affaccia sul Golfo Persico. Rouhani ha fatto riferimento alla guerra condotta dal Paese contro l’Iraq tra il 22 settembre 1980 e il 20 agosto 1988. “Lo stesso accadrà a Trump. L’America andrà incontro allo stesso destino di Saddam Hussein”, ha enunciato Rouhani nel suo discorso mandato in onda dalle reti televisive nazionali, aggiungendo che il Paese, peraltro, non abbandonerà le sue attività di messa a punto di sistemi bellici difensivi, tra cui “i missili che fanno arrabbiare così tanto l’America”. In conclusione dell’orazione, il leader iraniano ha promesso che ai nemici del Paese spetta una “risposta schiacciante”.

Nel corso delle ultime settimane, l’Iran ha lasciato intendere che è pronto a intraprendere una soluzione militare nel Golfo per bloccare le esportazioni di petrolio dei Paesi vicini come conseguenza delle sanzioni statunitensi, le quali hanno congelato la vendita iraniana di greggio. Washington allo stato attuale dispone di una flotta sul territorio per proteggere e salvaguardare le rotte commerciali in cui passa la tratta petrolifera.

In base alle notizie diffuse dai media iraniani, sono state circa 600 le imbarcazioni che hanno preso parte alle esercitazioni di sabato 22 settembre, le quali sono avvenute all’indomani di alcune prove militari aeree svoltesi sui corsi d’acqua nazionali.

In questo contesto, il ministro degli Esteri iraniano, Mohammad Javad Zarif, venerdì 21 settembre, aveva twittato che l’amministrazione del presidente Trump costituisce una minaccia al Medio Oriente, alla comunità globale, e alla pace e sicurezza internazionale. Zarif aveva concluso il messaggio esortando gli Stati Uniti a iniziare a comportarsi “come un Paese normale”.

Allo stato attuale, i rapporti tra Washington e Teheran sono caratterizzati da forti tensioni economiche e diplomatiche. Sotto l’amministrazione Trump, gli Stati Uniti, che considerano l’Iran il principale nemico in Medio Oriente, stanno portando avanti una linea dura nei confronti di Teheran, promessa dall’attuale presidente americano nel corso della campagna elettorale. Uno dei momenti di maggiore tensione si è verificato l’8 maggio, quando gli Stati Uniti hanno notificato il loro recesso dall’accordo sul nucleare iraniano, firmato, il 14 luglio 2015, a Vienna, da Iran, Stati Uniti, Cina, Russia, Francia, Regno Unito e Germania. L’accordo prevedeva la revoca delle sanzioni internazionali contro Teheran, in cambio dell’impegno di quest’ultima a limitare il suo programma nucleare. Secondo l’amministrazione Trump, tuttavia, l’accordo non è riuscito a privare l’Iran dei mezzi necessari per sviluppare un’arma atomica né a interrompere la sua ingerenza sui Paesi vicini del Medio Oriente. Per tali ragioni, in seguito al recesso, il 7 agosto, gli Stati Uniti hanno annunciato la reintroduzione di sanzioni dirette contro il settore siderurgico e automobilistico iraniano nonché contro il settore finanziario. L’Iran, da parte sua, ha reagito alla decisione statunitense assumendo un atteggiamento di sfida che ha dato luogo ad una guerra di parole tra i leader dei due Paesi, iniziata il 22 luglio. Intanto, per il mese di novembre, è prevista l’entrata in vigore di una seconda tranche di sanzioni statunitensi contro l’Iran, diretta stavolta contro il settore petrolifero e bancario.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.