Abbas: “La Francia potrebbe riconoscere lo Stato di Palestina”

Pubblicato il 22 settembre 2018 alle 12:22 in Francia Palestina

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In seguito all’incontro di venerdì 21 settembre con il presidente della Francia, Emmanuel Macron, il leader dell’Autorità Palestinese, Mahmoud Abbas, ha dichiarato che Parigi sta studiando la possibilità di riconoscere lo Stato di Palestina.

La notizia è stata riportata dallo stesso Abbas ai giornalisti. “La Francia è interessata nel cercare di raggiungere un accordo, siamo in contatto con tutte le parti. Ho già fornito al presidente Macron tutti i dettagli per chiarire il nostro punto di vista. Sarà lui a contattare Trump per consegnargli il nostro messaggio” ha spiegato il leader palestinese.

L’uomo ha altresì dichiarato che la Palestina ha fiducia nella posizione francese riguardo il conflitto israelo-palestinese. Di recente, la Francia si è opposta a una serie di misure approvate dal presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, contro i cittadini palestinesi. All’inizio di settembre, il Ministero degli Esteri francesi aveva espresso “profondo rammarico” alla decisione della Casa Bianca di porre fine a tutti i fondi statunitensi destinati ai palestinesi e alle varie agenzie che forniscono loro aiuti e di tagliare una serie di fondi destinati agli ospedali di Gerusalemme Est, frequentati per la maggior parte dai palestinesi. Da parte sua, Trump aveva dichiarato che tali aiuti economici saranno sospesi fino a quando non verrà raggiunto un accordo tra Palestina e Israele.

Abbas ha aggiunto che i palestinesi sono pronti a prendere parte a qualsiasi tipo di negoziati di pace, sia segreti che pubblici, a condizione che le trattative siano mediate dal Quartetto per il Medio Oriente, che comprende Stati Uniti, Russia, Unione Europea e Nazioni Unite, e da “altri Stati”. Oltre al Quartetto, il presidente palestinese ha spiegato che qualsiasi Paese, europeo o arabo, verrà accolto per mediare con gli israeliani. Da quando, il 6 dicembre 2017, Trump aveva riconosciuto Gerusalemme come capitale di Israele e aveva deciso di spostare l’ambasciata statunitense da Tel Aviv alla Città Santa, Abbas aveva dichiarato che i palestinesi non avrebbero più cooperato nel processo di pace sponsorizzato da Washington. Israele ha dichiarato, invece, che parteciperà solamente a trattative mediate dagli Stati Uniti.

Secondo il comunicato rilasciato dall’Eliseo in seguito all’incontro fra i due leader, Macron ha sottolineato il pieno impegno della Francia nel rinnovare le trattative tra Palestina e Israele, confermando al presidente Abbas la volontà francese di mobilizzarsi, a livello diplomatico, per far evolvere il processo di pace, al momento in situazione di stallo. Parigi ha ripetuto che non esiste altra soluzione che quella dei due Stati per risolvere la questione israelo-palestinese.

Macron e Abbas hanno altresì discusso di Gaza e della necessità di fare quanto possibile per migliorare la situazione umanitaria, compresa la possibilità di far sedere al tavolo delle trattative l’Autorità Palestinese e Hamas, sotto la guida dell’Egitto. Parigi sostiene tali tentativi e incoraggia Abbas e il gruppo terroristico a raggiungere un accordo per permettere il ritorno del governo palestinese a Gaza, contribuendo alla costituzione della democrazia nel Paese. Infine, Macron ha altresì ricordato l’importanza della sicurezza di Israele e, allo stesso tempo, la condanna, da parte di Parigi, della politica di colonizzazione israeliana dei territori palestinesi. In questo contesto, i due leader

Sono più di 130 i Paesi che hanno riconosciuto lo Stato palestinese, ma alcuni dei membri più influenti della comunità internazionale, fra i quali Francia, Stati Uniti e Regno Unito, non si sono uniti a tale decisione. A gennaio 2017, durante una conferenza stampa al quartier generale dell’Unione Europea, Abbas aveva chiesto agli Stati membri del blocco europeo di riconoscere lo Stato di Palestina, dichiarando che tale passo avrebbe incoraggiato i palestinesi a mantenere viva la speranza del raggiungimento della pace nell’area. Israele, da parte sua, ha sempre sostenuto che tale riconoscimento indurirebbe la posizione dei palestinesi nei negoziati, rendendo più difficile raggiungere un accordo di pace definitivo.

Il popolo palestinese vuole stabilire il proprio Stato in Cisgiordania, nella Striscia di Gaza e a Gerusalemme Est, che ne diventerebbe la capitale. Gli israeliani presero il controllo di tali territori nella guerra del 1967 e unirono Gerusalemme Est al resto della città, in una mossa non riconosciuta dalla comunità internazionale. Israele considera tutta la Città Santa sua capitale. I palestinesi hanno un controllo limitato della Cisgiordania, ma Israele controlla la maggior del territorio e vi sta espandendo i suoi insediamenti, considerati illegali dalla maggior parte dei Paesi del mondo.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e francesi e redazione a cura di Chiara Romano

di Redazione

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