Vertice informale Salisburgo su immigrazione: ancora nessuna posizione comune

Pubblicato il 21 settembre 2018 alle 11:24 in Europa Immigrazione

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Il meeting informale dei leader europei a Salisburgo, tenutosi il 20 settembre, si è concluso senza una posizione comune. L’unico punto sul quale i 27 capi di Stato si sono trovati d’accordo è il coinvolgimento dei Paesi terzi, incluso l’Egitto. Nel comunicato successivo all’incontro, il presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, ha riferito che, nonostante le diverse posizioni, tutti i Paesi europei ritengono che l’immigrazione illegale deva essere contrastata. A tal fine, sono state formulate alcune linee guida, tra cui il rafforzamento dei confini esterni e una maggiore cooperazione con i Paesi terzi. Secondo Tusk, la collaborazione non dovrebbe essere basata soltanto su scopi legati all’immigrazione, ma dovrebbe porre le basi per una partnership più ampia.

In merito all’Egitto, il presidente del Consiglio europeo ha reso noto che, insieme al cancelliere austriaco, Sebastian Kurz, è stato avviato un dialogo con il presidente Abdel Fattah al-Sisi, che Tusk incontrerà domenica 23 settembre. È previsto che, nelle prossime settimane, vengano presi contatti anche con altri Stati africani. Sul piano della sicurezza interna dei Paesi europei, i leader hanno concordato di rafforzare le guardie di frontiera e la Guardia Costiera, anche se questioni come la sovranità e la dimensione di Frontex dovranno essere discusse in futuro.

Il premier italiano, Giuseppe Conte, alla fine del meeting, ha riferito che, più tardi verrà trovata una soluzione, maggiori saranno le difficoltà. “Fermarsi sulle contribuzioni volontarie non è un obiettivo a cui miriamo, se arriveremo a questo al termine del confronto lo valuteremo, ma il contributo finanziario immiserisce la prospettiva a cui stiamo lavorando”, ha affermato Conte, aggiungendo che dovrebbero essere formulati meccanismi incentivanti e disincentivanti. A suo avviso, il caso Diciotti è stato una sconfitta per tutta l’Europa, motivo per cui è necessario esprimere una nuova politica in materia di immigrazione, mettendo a punto una strategia, rivedendo il Regolamento di Dublino e perseguendo nuovi meccanismi di gestione collettiva in nome della solidarietà. In merito al progetto Frontex, Conte ha dubbi riguardo all’utilità dell’investimenti per potenziare l’agenzia. “Preferirei che tutti questi investimenti fossero destinati all’Africa”, ha spiegato il premier.

Il caso della Diciotti a cui ha fatto riferimento Conte riguarda un episodio che ha coinvolto il pattugliatore della Guardia Costiera italiana a metà del mese scorso. Tra il 15 e il 16 agosto la nave Diciotti aveva tratto in salvo più di 150 i migranti in acque maltesi, che si trovavano su un barcone con il motore in avaria e infiltrazioni d’acqua. Inizialmente, a bordo c’erano 190 rifugiati, ma alcuni di loro sono stati evacuati per soccorso medico. La Valletta ha rifiutato di accogliere la nave nel proprio porto, asserendo che il barcone sul quale viaggiavano i migranti non si trovava in pericolo e i rifugiati erano stati salvati più vicino all’isola di Lampedusa rispetto a Malta. Dopo cinque giorni durante i quali la Diciotti è rimasta al largo in attesa dell’assegnazione di un porto sicuro dove sbarcare, il 20 agosto la nave è arrivata a Catania dove, tre giorni più tardi, è stato acconsentito lo sbarco dei 27 minori a bordo. Infine, la notte tra sabato 25 e domenica 26 agosto, il resto dei migranti è stato fatto sbarcare, venendo condotto nel centro di accoglienza di Messina, prima di essere smistati tra varie diocesi italiane, in Irlanda e in Albania, le quali si sono offerte di sostenere l’Italia. Il 28 agosto, 100 migranti sono stati condotti a Rocca di Papa, nel Lazio, da dove verranno poi smistati in diverse diocesi italiane. Altri 39 migranti rimasti a Messina sono in attesa del trasferimento in Albania e in Irlanda, i due Paesi che hanno dato la disponibilità ad accoglierli per sostenere l’Italia.

Prima dell’inizio del meeting informale, Tusk aveva dichiarato che l’Europa deve porre fine al gioco delle colpe sull’immigrazione e, al contrario, deve focalizzarsi di più sulla collaborazione con i Paesi stranieri per rafforzare i propri confini e diminuire il numero degli arrivi. econdo le stime dell’Organizzazione Internazionale per la Migrazioni (IOM), dal primo gennaio al 16 settembre 2018, sono sbarcati in Europa 77.555 migranti, un numero inferiore rispetto ai 131.884 registrati nello stesso periodo del 2017. 

Consulta l’archivio sull’immigrazione di Sicurezza Internazionale, dove troverai centinaia di articoli in ordine cronologico.

Sofia Cecinini

di Redazione

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