Lo stato del terrorismo nel 2017

Pubblicato il 21 settembre 2018 alle 8:42 in Africa Asia Europa Medio Oriente

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Nel 2017 sono stati compiuti complessivamente 8.548 attentati terroristici in tutto il mondo. Tale cifra indica una diminuzione del 23% rispetto ai dati relativi al 2016, dovuta principalmente al declino nel numero di attacchi e morti in Iraq. È quanto riferisce il Country Report on Terrorism 2017, il report del governo americano che, annualmente, informa sullo stato del terrorismo in tutto il mondo.

Secondo il documento, nonostante il numero complessivo di attentati sia diminuito, alcuni Paesi, come il Kenya, la Somalia e il Regno Unito, hanno registrato un maggior numero di azioni terroristiche nel 2017 rispetto al 2016. Geograficamente, gli attentati si sono sparsi in almeno 100 Stati, di cui il 59% è stato compiuto in cinque Paesi quali, in ordine decrescente, Afghanistan, India, Iraq, Pakistan e Filippine, mentre il maggior numero di morti è stato registrato in Afghanistan, Iraq, Nigeria, Somalia e Siria.

In merito ai gruppi terroristici responsabili di tali atti, il governo americano ha contato 328 organizzazioni, un numero inferiore rispetto alle 348 riscontrate nel 2016. Nel 37% dei casi, gli attentati sono stati reclamati ufficialmente dai gruppi, mentre i restanti sono stati collegati a determinate organizzazioni sulla base di documenti, osservatori e testimoni. Il 17% degli 8.548 attentati è stato compiuto dallo Stato Islamico, che si è attestato come principale organizzazione terroristica per numero di attacchi nel 2017, seguito da talebani, al-Shabaab, Partito comunista indiano e Boko Haram. Il documento sottolinea che dal 17% relativo all’ISIS sono stati esclusi quegli attentati compiuti da organizzazioni a lui affiliate attive in Afghanistan, Pakistan, Egitto, Libia e Africa Occidentale. Nonostante l’ISIS sia stato il gruppo terroristico più letale dell’anno passato, il numero dei suoi attacchi è diminuito del 23% rispetto al 2016, ed ha causato il 53% in meno di vittime rispetto all’anno precedente. Dal punto di vista geografico, lo Stato Islamico ed i gruppi affiliati hanno commesso attacchi terroristici in più di 20 Paesi nel 2017.

Al-Shabaab e Boko Haram hanno, invece, hanno compiuto un maggior numero di attacchi nel 2017 rispetto al 2016. Nello specifico, al-Shabaab è stato particolarmente attivo in Kenya e, complessivamente, ha ucciso più del doppio delle persone rispetto alle vittime dell’anno precedente. Boko Haram, invece, è stato più attivo in Nigeria, diminuendo le azioni nei Paesi vicini.

Il documento elenca 5 principali tattiche utilizzate dai gruppi terroristici per compiere attacchi. La prima è stato l’utilizzo di materiale esplosivo, impiegato nel 47% delle azioni. La seconda sono stati gli assalti armati, compiuti nel 22% dei casi. La terza sono stati assalti presso infrastrutture, realizzati nel 12% dei casi. La quarta è stata il rapimento di ostaggi, compiuto nel 10% dei casi e, infine, gli assassini diretti, effettuati nell’8% dei casi. La mortalità di tali tattiche è dipesa da diversi fattori. In generale, nel 2017, i rapimenti e la presa di ostaggi hanno causato un maggior numero di vittime rispetto alle altre quattro modalità. Il numero di attentati suicidi è diminuito dell’11%, da 698 nel 2016 a 620 nel 2017, con un totale di oltre 5.100 morti causati da 1.300 kamikaze. Più di 2/3 di tali attentati sono avvenuti in Iraq, 108 hanno avuto luogo in Afghanistan e 108 in Nigeria. Nonostante il numero degli attacchi compiuti per mezzo di veicoli sia molto raro, nel 2017 sono aumentati rispetto al 2016, ammontando a 25, per un totale di oltre 50 vittime.

Infine, 2/3 dei bersagli dei terroristi sono stati civili o proprietà private, mentre nel 18% dei casi l’obiettivo è stato la polizia o le forze di sicurezza.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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