Israele e Palestina: cambiamento radicale nei prossimi colloqui

Pubblicato il 21 settembre 2018 alle 10:41 in Israele Palestina

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Il presidente palestinese, Mahmud Abbas, ha invitato i rappresentanti del Medio Oriente, i ministri degli Esteri e i diplomatici del Consiglio di Sicurezza ad un incontro che si terrà a New York il 26 settembre per discutere le prospettive di pace tra Israele e Palestina.

La decisione di tenere un incontro a margine del dibattito dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite è arrivata in seguito alla crisi provocata dalle scelte del presidente statunitense, Donald Trump. Il leader della Casa Bianca ha altresì alterato gli equilibri internazionali riconoscendo Gerusalemme come capitale di Israele, tagliando tutti i fondi destinati ad aiutare i palestinesi e chiudendo l’ufficio dell’Organizzazione per la Liberazione della Palestina nella capitale statunitense.

Abbas incontrerà un gruppo di 30 ministri e diplomatici, il giorno prima di fare un resoconto della situazione all’Assemblea Generale. In questo contesto, l’ambasciatore palestinese, Riyad Mansour, ha dichiarato ad alcuni giornalisti che nel processo di pace israelo-palestinese c’è stato un “cambiamento radicale”, senza fornire ulteriori dettagli. La leadership palestinese ha interrotto i contatti con la Casa Bianca dopo che Trump ha deciso di trasferire l’ambasciata degli Stati Uniti a Gerusalemme, la cui area orientale è rivendicata dai palestinesi come capitale. Alla luce di ciò e dei recenti tagli di aiuti ai palestinesi, Abbas considera l’amministrazione Trump apertamente sbilanciata in favore di Israele. In questo contesto è perciò importante notare che, dopo il discorso di Abbas, prenderà la parola il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, il quale probabilmente esporrà delle idee ben diverse dal leader della Cisgiordania.

Il presidente palestinese si era già rivolto al Consiglio di Sicurezza a febbraio per chiedere una conferenza internazionale volta rilanciare il processo di pace, con la condizione sine qua non di un nuovo mediatore diverso dagli Stati Uniti. Ignorando le richieste di Abbas, Trump ha però affidato a suo genero Jared Kushner e all’avvocato Jason Greenblatt la stesura di un piano di pace. A questo punto, non è chiaro se ci saranno contatti tra la rappresentanza palestinese e l’amministrazione statunitense nei colloqui prima e durante l’Assemblea Generale.

Il popolo palestinese vuole stabilire il proprio Stato in Cisgiordania, nella Striscia di Gaza e a Gerusalemme Est, che ne diventerebbe la capitale. Gli israeliani presero il controllo di tali territori nella guerra del 1967 e unirono Gerusalemme Est al resto della città, in una mossa non riconosciuta dalla comunità internazionale. Israele considera tutta la Città Santa sua capitale. I palestinesi hanno un controllo limitato della Cisgiordania, ma Israele controlla la maggior del territorio e vi sta espandendo i suoi insediamenti, considerati illegali dalla maggior parte dei Paesi del mondo.

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Alice Bellante

di Redazione

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