Burkina Faso: divieto di circolazione notturna per motivi di sicurezza

Pubblicato il 21 settembre 2018 alle 17:14 in Africa Burkina Faso

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Il Burkina Faso ha bandito l’uso dei motocicli durante la notte nella regione orientale del Paese, particolarmente colpita dalle attività dei ribelli jihadisti.

Il presidente Roch Marc Christian Kabore ha riferito che, a breve, verranno attuate maggiori misure di sicurezza per “eradicare il terrorismo”. In particolare, tra le 7 del pomeriggio e le 5 del mattino è stato vietato il traffico ai veicoli con 2 o 3 ruote in tutte le strade dei villaggi e cittadine. Le auto e gli autobus non saranno soggetti a tali restrizioni, ma verranno controllate maggiormente.

Il Paese africano, uno dei più poveri del mondo, è divenuto bersaglio dei movimenti jihadisti dalla caduta dell’ex presidente Blaise Compaore, nell’ottobre 2014. Il 15 gennaio 2016, a soli due giorni di distanza dall’inaugurazione del nuovo governo, presieduto dal premier Paul Kaba Thieba, alcuni militanti hanno sequestrato un hotel e un bar nel centro di Ouagadougou, causando la morte di 28 persone e il ferimento di altre 56, evidenziando la difficoltà della nuova amministrazione nell’attuare una risposta anti-terrorista efficace. L’assalto era stato rivendicato da al-Qaeda nel Magreb Islamico (AQIM), un’organizzazione terroristica islamista affiliata di Al Qaeda attiva nell’Africa nord-occidentale. L’ultima serie di attacchi ha colpito il Paese la notte tra il 14 e il 15 settembre, quando un leader religioso è stato ucciso, insieme ad altri 7 civili, in due villaggi orientali del Paese.

Secondo quanto riportato da France24 all’inizio di settembre, le attività jihadiste in Burkina Faso si stanno spostando dalla zona centro-settentrionale alla zona orientale del Paese, già caratterizzata dalla presenza della criminalità organizzata.

Il Burkina Faso fa parte del G5 Sahel, il corpo antiterrorismo sostenuto dalla Francia che ha l’obiettivo di contrastare la crescita dell’estremismo e del traffico di esseri umani nel Sahel. Tale zona, essendo poco controllata, pullula di militanti di al-Qaeda, dell’ISIS e di altre organizzazioni. Il G5 Sahel, formato da 5.000 ufficiali dell’esercito di Burkina Faso, Mali, Mauritania, Niger e Ciad, è nato nel febbraio 2017 ed è stato formalmente approvato dal Consiglio di sicurezza dell’Onu nel giugno dello stesso anno.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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