Il caso di Ahmed Hamed, l’uomo siriano condannato dall’Ungheria per “atti terroristici”

Pubblicato il 21 settembre 2018 alle 18:10 in Europa Ungheria

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Ahmed Hamed, un uomo siriano residente a Cipro, è stato condannato, giovedì 20 settembre, a cinque anni di prigione da un tribunale ungherese per aver attraversato illegalmente il confine del Paese durante una rivolta nel 2015, mentre cercava di aiutare la sua famiglia a scappare dalla Siria ed attraversare il confine tra Serbia e Ungheria. Hamed è stato accusato di “atti terroristici” per aver agito insieme ad un gruppo di migranti, insieme al quale ha forzato l’apertura delle frontiere.

Era il 16 settembre 2015 quando alcuni migranti che si trovavano in Serbia, tra cui Hamed, è riuscito a penetrate i confini ungheresi, forzando l’apertura di un cancello che si trovava alla frontiera, come spiega Reuters. In quel caso, la polizia reagì usando cannoni ad acqua e gas lacrimogeni. A marzo, Hamed è stato provvisoriamente condannato a sette anni di carcere per via dell’attraversamento illegale del confine e per essere stato complice di quello che la corte he definito un “atto di terrorismo” durante gli scontri con la polizia al confine, come spiega l’agenzia di stampa britannica. La sentenza di giovedì ha confermato il verdetto preliminare, secondo cui l’imputato dovrebbe essere espulso dall’Ungheria per 10 anni ed ha diminuito la pena, che ora è di cinque anni. Tale allentamento è avvenuto perché la corte ha preso in considerazione nuove circostanze attenuanti, tra cui il fatto che Hamed è stato separato dalla sua famiglia, è già detenuto da ormai più di tre anni e non parla ungherese, come ha spiegato il giudice Erik Mezolaki, in un’aula di tribunale gremita di giornalisti.

La rivolta di cui Ahmed Hamed ha fatto parte era stata descritta dal Washington Post, che aveva riportato che la vicenda avesse provocato l’indignazione internazionale, compresa quella dell’allora Segretario Generale della Nazioni Unite, Ban Ki-Moon. Durante gli scontri, 100 civili e 20 poliziotti ungheresi sono rimasti feriti, ed Hamed era tra coloro che sono stati arrestati. Il quotidiano americano riporta che, secondo il resoconto da lui presentato, l’uomo si trovava lì per aiutare i suoi genitori, siriani, ad attraversare il confine Serbo-Ungherese. Inoltre, Hamed aveva sottolineato nel documento che, in quanto residente a Cipro, sarebbe stato in grado di attraversare il confine in maniera legale. Il Washington Post aveva altresì riportato che, secondo le autorità ungheresi, Hamed era passibile di accuse di terrorismo per aver lanciato dei sassi contro gli ufficiali ed averli minacciati.

L’accusa di atti terroristici è, anche a seguito di quest’ultima sentenza, l’elemento che ha generato più critiche. Amnesty International ritiene che tale fattispecie sia stata indebitamente usata in questo caso, ed ha presentato una petizione al ministero della Giustizia ungherese per chiedere la liberazione di Hamed. La Corte, invece, ritiene che la clausola di terrorismo sia applicabile, perché il gruppo di migranti ha agito di concerto per forzare l’apertura della frontiera.

Questa vicenda era stata citata anche dal Parlamento Europeo nella recente risoluzione del 12 settembre, il giorno della votazione in cui la maggioranza degli eurodeputati ha deciso di attivare la procedura prevista dall’Articolo 7, contro l’Ungheria, considerata colpevole di minare i valori democratici e dello stato di diritto del blocco europeo. Nella risoluzione si afferma che il fatto che Hamed sia stato accusato per atti terroristici, sollevi la questione “della corretta applicazione delle leggi antiterrorismo in Ungheria e del diritto ad un equo processo”.

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Cristina Lipari

di Redazione

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