Tusk: Europa smetta di sfruttare l’immigrazione per fini politici

Pubblicato il 20 settembre 2018 alle 12:25 in Europa Immigrazione

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Il presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, ritiene che l’Europa deva porre fine al gioco delle colpe sull’immigrazione e, al contrario, focalizzarsi di più sulla collaborazione con i Paesi stranieri per rafforzare i propri confini e diminuire il numero degli arrivi.

Tale dichiarazione è stata rilasciata prima del meeting di Salisburgo, dove i leader europei si incontreranno giovedì 20 settembre, per affrontare il tema dell’immigrazione. “Invece di sfruttare politicamente la situazione dovremmo concentrarci su ciò che può funzionare, non possiamo continuare a essere divisi tra chi vuole risolvere la questione dell’immigrazione illegale e chi, invece, vuole sfruttarla per fini politici”, ha spiegato Tusk.

Da quando sono giunti più di un milione di rifugiati dal Medio Oriente e dall’Africa in Europa nel 2015, l’Unione Europea ha concluso patti con diversi Paesi, tra cui Turchia e Libia, al fine di ridurre gli arrivi e meglio gestire i flussi. Secondo le stime dell’Organizzazione Internazionale per la Migrazioni (IOM), dal primo gennaio al 16 settembre 2018, sono sbarcati in Europa 77.555 migranti, un numero inferiore rispetto ai 131.884 registrati nello stesso periodo del 2017. Al fine di diminuire ulteriormente gli arrivi, alcuni leader europei vorrebbero aumentare a 10.000 il numero delle guardie di Frontex, l’agenzia europea della Guardia Costiera e di frontiera, per rafforzare il controllo dei confini. Tale proposta è osteggiata dall’Italia, la quale teme che, in tal modo, l’UE sarebbe in grado di imporre regole agli Stati sui loro stessi confini. Il cancelliere austriaco, Sebastian Kurz, al contrario, è un fermo sostenitore della proposta e spera che possa essere attuata entro la fine dell’anno. “Riguardo alla sovranità possiamo essere molto flessibili e apportare cambiamenti, anche se alcuni Paesi temono che un numero maggiore di ufficiali Frontex potrebbe creare problemi di gestione”, ha spiegato Kurz.

Come spiega Reuters, mentre i Paesi di primo approdo, che affacciano sul Mediterraneo, quali Italia, Spagna, Grecia e Malta, si sono sentiti abbandonati dall’UE, altri, come la Germania e l’Olanda, dove molti rifugiati aspirano ad andare, si lamentano del fatto che molti migranti riescono a raggiungere i loro confini senza essere prima identificati o fermati.

L’Europa vorrebbe altresì concludere un accordo migratorio con l’Egitto e, a tal fine, Tusk ha riferito che l’UE parteciperà ad un summit con la Lega Araba nel Paese nordafricano il prossimo febbraio. Secondo la cancelliera tedesca, Angela Merkel, le relazioni con l’Africa sono fondamentali per l’UE. Alto obiettivo dell’Europa è quello di stabilire piattaforme di sbarco nel Mediterraneo, dove far attraccare i migranti a bordo delle navi che li hanno salvati, per poi distribuirli tra i membri dell’Unione. Tuttavia, tale opzione presenta il problema dello smistamento dei rifugiati, in quanto diversi Stati del blocco UE non vogliono accoglierli. Al contempo, l’Alto Rappresentante dell’UE, Federica Mogherini, ritiene che nessun Paese nordafricano sia pronto ad addossarsi la responsabilità europea, nonostante la volontà di cooperare.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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