Perù: vince Vizcarra

Pubblicato il 20 settembre 2018 alle 6:03 in America Latina Perù

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Il presidente del Perù, Martín Vizcarra, ha vinto la sfida lanciata al parlamento il 17 settembre scorso: o i congressisti approvavano la prima delle quattro riforme della giustizia o avrebbe sciolto il parlamento e convocato nuove elezioni. I deputati peruviani, che avevano bloccato per 40 giorni la riforma del sistema di nomina del Consiglio Nazionale della Magistratura, travolto dagli scandali di corruzione, hanno approvato all’unanimità il testo presentato dal Presidente.

A favore hanno votato anche tutti i deputati di Fuerza Popular, il partito di maggioranza e principale responsabile del blocco istituzionale iniziato il 28 luglio scorso, guidato dalla ex candidata presidenziale Kekiko Fujimori, figlia dell’ex autocrate Alberto. A spingere i fujimoristi a sostenere il governo è stato il grande sostegno popolare di cui gode la riforma voluta da Vizcarra. Negli ultimi giorni si sono susseguite manifestazioni in tutto il paese contro il parlamento e a favore del presidente.

La crisi del sistema giudiziario peruviano è scoppiata sulla stampa all’inizio di luglio quando è stato smascherato il gruppo criminale soprannominati “colletti bianchi del Callao”, un’associazione a delinquere di magistrati, funzionari, uomini politici, imprenditori e narcotrafficanti che pilotava nomine, assegnazioni e sentenze. Lo scandalo ha provocato le dimissioni del ministro della Giustizia e del presidente del Consiglio Nazionale della Magistratura e l’arresto di un giudice e di numerosi funzionari della giustizia e della commissione elettorale. Accuse sono state presentate anche al Congresso contro il giudice supremo César Hinostroza e il procuratore generale, Pedro Chávarry.

Vizcarra ha proposto al parlamento 4 riforme, che modificano il sistema di nomina dei magistrati, l’assegnazione delle cause, il Consiglio Nazionale della Magistratura e alcuni aspetti della relazione tra il sistema politico e quello giudiziario. Le riforme implicano modifiche costituzionali per cui, una volta approvate dal parlamento, dovranno essere sottoposte a referendum. 

Il primo ministro César Villanueva ha presentato la questione di fiducia e, in teoria, ad ogni votazione i deputati potrebbero far cadere il governo e costringere Vizcarra a sciogliere il parlamento. Il presidente del congresso, il fujimorista Daniel Salaverry, tuttavia, dopo il voto di ieri si è impegnato a far approvare tutte le norme entro il prossimo 4 ottobre, in modo da poterle sottoporre a referendum in dicembre. 

 

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Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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