Caos nei cieli siriani: Assad incolpa Israele

Pubblicato il 20 settembre 2018 alle 17:32 in Israele Siria

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Il presidente siriano, Bashar al Assad, giovedì 20 settembre, ha incolpato Israele per l’abbattimento accidentale di un aereo russo, che ha causato la morte di 15 persone, il 17 settembre. L’aereo è altresì stato vittima del fuoco incrociato delle forze del regime siriano le quali, mentre cercavano di abbattere alcuni missili lanciati dallo Stato Ebraico, hanno incidentalmente colpito un aereo russo diretto alla base di Hmeimim.

Bashar al Assad ha affermato che lo sfortunato incidente è stato il risultato dell’arroganza e della depravazione israeliana. In un tentativo di riconciliazione, il leader siriano ha poi inviato una lettera di condoglianze al suo omologo russo, dove oltre a esprimere dispiacere per la morte dei 15 membri dell’equipaggio, dichiarava di essere determinato a fare in modo che i tragici eventi non influenzassero la lotta congiunta contro il terrorismo.

Il presidente russo, Vladimir Putin, ha definito l’accaduto una “tragica catena di circostanze”, al fine di acquietare le tensioni dopo che anche il proprio Ministero di Difesa aveva accusato Israele di azioni ostili. Igor Konashenkov, portavoce del ministero in questione, aveva altresì dichiarato che i piloti israeliani avevano usato l’aereo russo come scudo, spingendolo intenzionalmente verso la linea di fuoco della difesa siriana. Dalle dichiarazioni emerge che lo Stato Ebraico ha notificato il proprio attacco meno di un minuto dall’inizio dei bombardamenti, non lasciando alcuna possibilità di salvezza all’aeromobile russo. Nonostante, alla luce di tali dati, Putin abbia deciso di utilizzare un tono più conciliatorio di quello del portavoce del Ministero della Difesa, il leader russo ha dichiarato che per quanto riguarda le misure di ritorsione, esse saranno mirate in primo luogo a garantire ulteriormente la sicurezza del personale militare e delle strutture russe in Siria, aggiungendo che i provvedimenti in questione non passeranno inosservati.

Israele, da parte sua, ha dichiarato che l’operazione che ha causato il caos tra i cieli della Siria era diretta a distruggere una struttura militare, i cui sistemi di produzione di armi stavano per essere trasferiti dall’Iran alle milizie libanesi sciite Hezbollah. Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, ha poi parlato telefonicamente con Putin, facendo al leader le condoglianze e confermando che la responsabilità dell’abbattimento dell’aereo russo è del regime siriano. Netanyahu ha inoltre colto l’occasione per ribadire che Israele rimane determinato a impedire all’Iran di ottenere appoggio militare in Siria e che continuerà a contrastare i tentativi di Teheran di aiutare Hezbollah ad usare armi letali contro Israele. Il leader dello Stato Ebraico ha poi sottolineato l’importanza del continuo coordinamento della sicurezza con Mosca, evidenziando come questo abbia salvato molte vite negli ultimi 3 anni. Infine, Netanyahu si è offerto di fornire a Putin tutti i dettagli necessari per indagare sull’incidente, inclusa la collaborazione del capo dell’Air Force israeliana a Mosca.

L’abbattimento del jet russo nella tarda serata di lunedì 17 settembre ha messo in luce i pericoli posti dagli interessi contrastanti delle varie potenze attive in Siria. L’affollamento dei cieli del Paese dilaniato dalla guerra civile ha altresì rischiato di danneggiare seriamente i rapporti tra Russia, Israele e la stessa Siria. Non a caso, l’incidente è stato considerato il peggior episodio di fuoco amico tra Mosca e Damasco, dall’intervento militare russo a sostegno delle forze del presidente Bashar al-Assad nel settembre 2015.

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Alice Bellante

di Redazione

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