Argentina: mandato d’arresto per Cristina Kirchner

Pubblicato il 19 settembre 2018 alle 6:08 in America Latina Argentina

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La magistratura argentina ha emesso una richiesta di custodia cautelare nei confronti della ex presidente Cristina Fernández de Kirchner. Il giudice Claudio Bonadio, che indaga sul caso dei “cuadernos de la corrupción”, accusa la leader peronista di aver ricevuto tangenti in cambio di appalti pubblici da diversi imprenditori. Kirchner, senatrice per Buenos Aires, è protetta dall’immunità parlamentare, che le può essere tolta solo con il voto favorevole di due terzi dei senatori, una possibilità che la stessa magistratura riconosce come “remota”.

Cristina Kirchner, secondo i magistrati inquirenti, è al vertice di una trama di corruttele, una vera e propria associazione a delinquere con lo scopo di raccogliere tangenti in cambio di appalti pubblici. 

Il giudice Claudio Bonadio considera provata l’esistenza di “un’organizzazione criminale composta da funzionari pubblici, che approfittando di mezzi ufficiali (compresi veicoli, dipendenti, attrezzature, cellulari, ecc.) e guidata da Néstor Carlos Kirchner e Cristina Elisabet Fernández e dal Ministero della Pianificazione, ha agito tra il 2003 e il 2015 “. Il magistrato ritiene dunque che la presidente, assieme al defunto marito e al ministro della pianificazione economica Julio de Vido abbia gestito la trama di corruttele per l’intera durata dei mandati presidenziali dei coniugi Kirchner. 

Inoltre, sono stati processati 41 tra funzionari e uomini d’affari legati al mondo degli appalti pubblici. Tra questi Angelo Calcaterra, cugino dell’attuale presidente Mauricio Macri, che ha confessato agli inquirenti di aver effettuato pagamenti illegali per finanziare le campagne elettorali dei coniugi Kirchner. L’elenco include inoltre alcuni tra i più potenti uomini d’affari nel paese, come Aldo Roggio, Gerardo Ferreyra, Luis Betnaza, Wagner e Carlos Enrique Pescarmona.

Bonadio ha anche processato l’ex ministro dei lavori pubblici José López, detenuto da quando è stato sorpreso a nascondere 9 milioni di dollari in un convento, e l’ex titolare del dipartimento di controllo delle concessioni stradali Claudio Uberti. Molti imprenditori si sono dichiarati pentiti e possono ricevere benefici giudiziari, ma devono attendere che il tribunale riconosca i loro contributi come rilevanti per le indagini.

Le confessioni degli imprenditori, come in Italia ai tempi di tangentopoli o in Brasile nelle recenti indagini sugli scandali Petrobras e Odebrecht, stanno travolgendo la classe politica argentina. L’inchiesta “cuadernos de la corrupción” (letteralmente quaderni della corruzione) è già conosciuta infatti come la tangentopoli argentina.

Il caso è scoppiato all’inizio di agosto grazie alle annotazioni dettagliate di Oscar Centeno, autista di Roberto Baratta, braccio destro dell’ex ministro De Vido . Per 10 anni Centeno registrò in otto quaderni di scuola centinaia di viaggi con borse piene di denaro, prodotto di presunte tangenti che le imprese di costruzioni pagavano in cambio di contratti con lo Stato. La causa non ha smesso di crescere fino a diventare uno scandalo senza precedenti che, come la brasiliana Lava Jato, coinvolge ex funzionari, potenti uomini d’affari e persino giudici. 

Le possibilità che Kirchner venga privata dell’immunità parlamentare sono poche. In diverse occasioni il Senato di Buenos Aires ha reso patente che la richiesta della magistratura viene approvata solo in caso di condanna definitiva. L’ex presidente Carlos Menem, ad esempio, condannato in seconda istanza a sette anni di carcere per traffico d’armi (ha venduto armi all’Ecuador e alla Croazia mentre vigevano embarghi internazionali), occupa ancora il suo scranno al senato in attesa della condanna definitiva. 

 

Sicurezza internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale

Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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