Ucraina: previsto aumento del budget per la difesa

Pubblicato il 18 settembre 2018 alle 16:40 in Europa Ucraina

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

In Ucraina è previsto un aumento del 21.1% del budget per la difesa, che nel 2019 potrebbe arrivare a toccare i 7,45 miliardi di dollari. In questo modo, le spese per la sicurezza nazionale costituirebbero 5.9% del PIL del Paese, coerentemente con quanto previsto dalla nuova legge sulla sicurezza nazionale, che richiede che ogni anno venga usato almeno il 5% del Prodotto Interno Lordo per la difesa, come spiega il Kyiv Post. Il PIL ucraino ammonta a 126,7 miliardi di dollari, secondo le stime del Fondo Monetario Internazionale.

La proposta di legge per il bilancio del 2019 è stata presentata al Parlamento ucraino il 15 settembre, e prevede degli stanziamenti record per ciascuno dei principali organismi responsabili della sicurezza del Paese. Secondo le stime riportate dal Kyiv Post, il budget del ministero della Difesa dovrebbe aumentare del 15%, passando da 3 a 3.6 miliardi di dollari, 2 miliardi dei quali dovranno essere spesi per l’addestramento, la manutenzione, l’assistenza medica e la cura dei veterani. Gli aumenti sono previsti anche per le agenzie di spionaggio, che sono tre. La Direzione Generale di Intelligence, ovvero il principale organismo di intelligence militare, subordinato al ministero della Difesa, avrà un budget di 96 milioni di dollari; l’SBU, che si occupa di controspionaggio, avrà a disposizione 330 milioni, mentre ai Servizi Segreti Internazionali saranno destinati 71 milioni.

Inoltre, sempre stando alle cifre riportate dal quotidiano ucraino, il budget della polizia sarà di 1 miliardo, mentre quelli della guardia nazionale e del servizio di frontiera saranno rispettivamente di 440 e 380 milioni. Per finire, 18 milioni di dollari saranno stanziati per garantire la sicurezza dei depositi delle munizioni, molti dei quali sono stati danneggiati a cause di massicce esplosioni e incendi negli ultimi anni.

La nuova legge di sicurezza nazionale, che richiede di spendere almeno il 5% del PIL per la difesa, è stata approvata dal Parlamento ucraino il 12 giugno e firmata dal Presidente Poroshenko il 5 luglio, ed è “finalizzata a contrastare l’aggressione russa”, stando alla descrizione che ne dà il Kyiv Post. La riforma era stata accolta con entusiasmo dall’Occidente. Il Segretario generale della NATO, Jens Stoltenberg, in occasione di un incontro con Poroshenko che ha avuto luogo il 12 luglio, durante il vertice dell’Alleanza Atlantica, la ha definita un grande passo “per stabilire il controllo civile e democratico sulle forze armate e sui servizi di sicurezza”, ed ha sottolineato l’importanza della sua implementazione. Un elemento rilevante della nuova legge è il fatto che che questa fornisca un quadro per l’interoperabilità delle forze armate Ucraine con la NATO, obiettivo che Kiev si è proposta di raggiungere entro il 2020. Ad aver accolto benevolmente la nuova legge di sicurezza sono stati anche gli Stati Uniti, che pochi giorni dopo la sua approvazione, ovvero il 20 luglio, hanno annunciato, tramite un comunicato stampa, che avrebbero fornito 200 milioni di dollari all’Ucraina in fondi di cooperazione per la sicurezza, al fine di migliorare la capacità difensiva delle forze del Paese. Questa somma fa parte di una serie di aiuti che il Pentagono ha iniziato ad elargire nel 2014, anno dell’invasione russa della Crimea, che oggi ammonta a più di un miliardo di dollari. Quest’ultima tranche è stata destinata all’acquisto di attrezzature da utilizzare per i programmi di formazione attualmente in corso e per migliorare alcune esigenze operative dell’esercito ucraino, come la capacità di comando e controllo e la visione notturna.

Un altro documento chiave per comprendere questo significativo aumento è il Decreto del Consiglio di Difesa e Sicurezza ucraino, firmato dal Presidente ucraino il 14 settembre. Il Decreto è importante per due elementi fondamentali. In primo luogo, prevede un aumento del 30% dei compensi del personale militare. Poroshenko ha sottolineato l’importanza di questa misura affermando, in una conferenza stampa del 6 settembre, che non deve essere solo il patriottismo a supportare i soldati ucraini, e che “se un militare difende ogni pezzo di terra rischiando la sua vita, allora le garanzie sociali ed il sostegno monetario devono essere di un livello appropriato”.

In secondo luogo, il Decreto sottolinea che, nel nuovo bilancio, le voci di spesa ad alta priorità devono riguardare soprattutto l’acquisto di veicoli blindati e di munizioni, così come l’istituzione di poligoni di tiro per testare queste ultime. Per quanto riguarda la disponibilità di munizioni per l’esercito ucraino, ricordiamo che il 9 agosto è stata inaugurata la linea di produzione di proiettili di artiglieria di grosso calibro presso la compagnia Artem, che fa parte del gruppo “Ukroboronprom”, l’associazione di imprese ucraine che operano nell’industria della difesa. In quell’occasione, il Presidente Poroshenko aveva dichiarato che il Paese sarebbe stato in grado di “organizzare una produzione di massa di munizioni nel breve periodo”. Questo traguardo assume rilievo se si tiene conto dei problemi, legati alla scarsità di munizioni, che l’esercito Ucraino ha avuto negli anni passati. Come ha spiegato Poroshenko il giorno dell’inaugurazione, la disponibilità di munizioni era un problema già nel 2012-2013, prima della guerra che ha aggravato la situazione provocando uno smaltimento molto rapido delle riserve e rendendo indisponibili alcune industrie. “La fabbrica in Lugansk è stata presa, le attrezzature sono state portate via dalla Federazione Russa, rubate, saccheggiate e fatte esplodere”: sono queste le parole con cui Poroshenko ha spiegato la scarsità di munizioni che ha afflitto l’esercito ucraino.

Leggi Sicurezza Internazionale, il primo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Cristina Lipari

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.