Siria: missili e aerei fantasma

Pubblicato il 18 settembre 2018 alle 9:53 in Russia Siria

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Un aereo militare russo con a bordo 14 soldati è scomparso dai radar mentre sorvolava il Mar Mediterraneo, lunedì 17 settembre, mentre in Siria veniva bombardato l’istituto statale tecnico industriale situato nella periferia orientale di Latakia.

Il Ministero della Difesa russo, martedì 18 settembre, ha dichiarato che la connessione con l’aeromobile II-20 è andata persa a circa 35 chilometri dalla costa siriana, mentre il velivolo stava tornando alla base di Hmeimim. Una fonte delle squadre di ricerca e soccorso ha riferito all’agenzia di stampa Interfax che l’aereo da guerra russo potrebbe essere affondato nel Mar Mediterraneo a causa di un “imprevisto incidente critico”. Il destino del personale militare a bordo rimane perciò ignoto.

A ciò, il Ministero russo ha aggiunto che il jet era uscito dai radar intorno alle 23.00 di lunedì 17 settembre, mentre 4 jet F-16 israeliani attaccavano un deposito di munizioni nella provincia di Latakia, una delle roccaforti del presidente Bashar al-Assad. Non è ancora chiaro se la struttura fosse a disposizione delle forze siriane o di contingenti iraniani. Ad ogni modo, le difese aeree siriane hanno intercettato e abbattuto alcuni dei missili, i quali hanno comunque ferito 10 persone. Lo Stato Ebraico non ha ancora fatto alcun commento circa l’accaduto. I media siriani hanno invece aggiunto che i missili erano diretti non solo a Latakia ma anche ad Homs e Hama.

Gli attacchi del 17 settembre hanno fatto seguito a quelli di sabato 15 settembre quando Israele ha lanciato un attacco missilistico contro l’Aeroporto Internazionale di Damasco. Secondo quanto riportato dal quotidiano israeliano The Times of Israel, il presunto obiettivo dell’attacco era un aeroplano iraniano che stava trasferendo armi per le forze pro-regime e le unità della Guardia Rivoluzionaria impegnate nella guerra civile in Siria. La rete televisiva Hadashot TV ha dichiarato che il velivolo era da poco atterrato all’aeroporto di Damasco da Teheran. L’attacco israeliano avrebbe danneggiato anche alcuni magazzini di armi presenti nell’aeroporto, i quali erano stati camuffati da magazzini delle Nazioni Unite o della DHL, la compagnia internazionale di spedizioni.

Per quanto riguarda la misteriosa sparizione dell’aereo militare russo, invece, Mosca ha momentaneamente puntato il dito contro una nave della marina francese, l’Avernia, la quale si trovava vicino al luogo della scomparsa del velivolo mentre questo perdeva i contatti. A tal proposito, il Ministero della Difesa russo ha dichiarato: “I mezzi di controllo dello spazio aereo russo hanno individuato diversi lanci di missili da una fregata francese stanziata nel Mediterraneo”. Tuttavia, un portavoce dell’esercito francese ha respinto le accuse, affermando: “L’esercito francese nega qualsiasi coinvolgimento in questo attacco”. Sulla stessa linea, anche un portavoce del Pentagono ha dichiarato che gli Stati Uniti non sono coinvolti e hanno rifiutato di fornire ulteriori dettagli.

A questo punto, è importante notare che il jet è svanito dai radar poche ore dopo che la Russia ha annunciato che non ci sarebbe stato alcun attacco contro Idlib, dal momento i leader di Mosca e Ankara hanno raggiunto un accordo per l’istituzione di una “zona demilitarizzata” nella provincia ribelle di Idlib. Non a caso, dopo oltre 4 ore di colloqui con il presidente russo, Vladimir Putin, nella sua residenza nella località di Sochi, nel Mar Nero, il leader turco, Recep Tayyip Erdogan, ha affermato che i 2 paesi “impediranno una tragedia umanitaria”. Tali dichiarazioni confermano i moniti del sottosegretario per gli affari umanitari e coordinatore delle emergenze per le Nazioni Unite, Mark Lowcock, il quale, lunedì 10 settembre, aveva avvertito la comunità internazionale che un’offensiva del regime siriano nella provincia di Idlib avrebbe potuto innescare la peggiore crisi umanitaria del XXI secolo.

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Alice Bellante

di Redazione

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